E’ morto a Pettenasco l’attore Gianrico Tedeschi: aveva 100 anni

Ausiliatrice Cristiano
Luglio 28, 2020

E' morto ieri sera, nella sua casa di Pettenasco (Novara), Gianrico Tedeschi, decano del teatro italiano. Aveva compiuto 100 anni lo scorso 20 aprile, ricevendo gli auguri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così, una delle ultime volte in cui è salito su un palcoscenico a 96 anni, a chi gli chiedeva se non gli costasse fatica, rispondeva: "Al contrario, la scena dà forza", e doveva essere sincero se ancora oggi, come diceva la moglie, l'attrice Marianella Laszlo, si capiva che il teatro gli mancava. Ne dà notizia il sito Buongiorno Novara.

Nato a Milano il 20 aprile 1920, studente alla facoltà di Magistero della Cattolica di Milano, durante la seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi come ufficiale e partecipò alla campagna di Grecia. Dopo l'8 settembre viene internato nei campi di prigionia di Beniaminovo, Sandbostel e Wietzendorf, dove conosce Giovannino Guareschi.

Dopo il diploma all'Accademia nazionale d'arte drammatica a Roma nel 1947, comincia una lunga carriera teatrale, senza disdegnare la rivista e la commedia musicale, anche se diventa beniamino del pubblico specializzato come protagonista di grandi classici.

Attore di grande versatilità e di peculiare umorismo, fu uno dei protagonisti della prosa televisiva, ma offrì prove brillanti anche nello spettacolo leggero.

Nel 2000 rinnovò il suo successo teatrale interpretando la malinconica pièce Le ultime lune di Furio Bordon, che portò in scena per dieci stagioni (fino al 2010). In quegli anni ha partecipato anche ad alcuni sceneggiati della Rai, tra i quali si ricordano 'Delitto e Castigo', 'Il Gabbiano' e 'Demetrio Pianelli'. Nella stagione 1972-73 partecipò anche alla trasmissione radiofonica Gran varietà, condotta da Raffaella Carrà, nel ruolo del Conversevole della Domenica, un oratore che si esprime in un linguaggio ricercato per un pubblico che lo comprende solo a tratti. Con Strehler è passato da "Arlecchino servitore di due padroni" (un Pantalone con un pizzico di dolce follia) all'"Opera da tre soldi" (amplificando, mai sopra le righe, l'ironia di un personaggio come Peachum), poi "La locandiera "e "Tre sorelle" con Visconti, i lavori di Testori con Ruth Shammah, il Bernhard del "Riformatore del mondo" regia di Maccarinelli, sino all'impietoso Oldfiel in "la compagnia degli uomini buoni" di Bond con Ronconi, che gli valse l'ultimo premio come miglior attore dell'anno nel 2011, quando aveva 91 anni".

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