Il cda di Ubi boccia il supplemento di Intesa: ancora troppo basso

Paterniano Del Favero
Luglio 26, 2020

Nell'azione legale al tribunale di Milano su "Mac" (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 24 lug - Si e' svolta oggi al tribunale di Milano l'udienza dell'azione giudiziale avviata da Ubi Banca volta ad accertare che gli effetti della comunicazione del 17 febbraio 2020 (con cui Intesa annunciava il lancio dell'ops su Ubi) sono cessati, con tutte le relative conseguenze, incluso il venir meno della 'passivity rule' in capo a Ubi Banca. E ancora Ubi sottolinea che "gli elementi di novità emersi dall'analisi del comunicato di aumento del corrispettivo e del supplemento al prospetto e rappresentati esclusivamente dal rilascio dell'autorizzazione antitrust e dalla previsione della componente in denaro, non sono tali da far superare tutte le considerazioni conclusive espresse dal consiglio di amministrazione di Ubi Banca nel comunicato dell'emittente". Il board, in sintesi, "ritiene che, nonostante il riconoscimento della componente in denaro, l'offerta non riconosca appieno il valore complessivo" della banca. Tale differenza risulta solo parzialmente colmata dalla Componente in Denaro, pari a massimi Euro 652 milioni circa. 4.

Cà de Sass offre 1,7 azioni di nuova emissione in cambio di un'azione Ubi.

In una giornata impostata al ribasso per Piazza Affari, appesantita dalle rinnovate tensioni tra Cina e Stati Uniti che hanno fatto scattare il risk off sui mercati, Ubi Banca e Intesa Sanpaolo si muovono in territorio negativo, mostrando una flessione rispettivamente di quasi il 2% a 3,6 euro e dell'1,6% a 1,81 euro.

Gli azionisti di Ubi hanno a disposizione ancora tre giorni di Borsa aperta, fino al 28 luglio, per apportare le proprie azioni.

L'efficacia dell'offerta è subordinata al raggiungimento di almeno il 50% di Ubi più un'azione, ma Cà de Sass punta al 66,7% in modo da garantirsi il controllo dell'assemblea straordinaria e procedere alla fusione con Ubi. NEL FRATTEMPO, alcune associazioni di consumatori hanno sollevato dubbi sulla correttezza delle informazioni fornite allo sportello ai piccoli risparmiatori che chiedevano indicazioni sul da farsi. Un secondo allarme è arrivato dai Movimento Difesa del Cittadino, che ha parlato di "guerra senza esclusione di colpi" in cui a pagare è "come sempre, la trasparenza e la corretta informazione dei piccoli azionisti".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE