Erdogan parteciper a prima preghiera venerd a Santa Sofia

Bruno Cirelli
Luglio 24, 2020

Una veglia che si è interrotta solo quando, circa mezz'ora prima dell'inizio della funzione, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, è arrivato con il suo seguito all'interno della neo moschea. Una decisione che ha suscitato l'ira di diversi Paesi, tra cui la Grecia. Una delle più recenti repliche a questa scelta proviene dal mondo cristiano ortodosso. Senz'altro ben più che religiosa, anche se il discorso politico di Erdogan si è sempre nutrito anche di retorica islamista.

Costruita come cattedrale cristiana dall'imperatore bizantino Giustiniano nel 537, Santa Sofia è divenuta una moschea nel 1453 con la conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani. Con la nascita della moderna Turchia e la caduta dell'Impero Ottomano, il sito è stato trasformato per decreto di Mustafa Kemal Ataturk nel 1934 in museo, venendo inserito nel 2011 all'interno della lista Unesco del Patrimonio mondiale dell'umanità. Troppi fedeli si sono recati alla basilica in poche ore e non stati più ammessi ingressi. A Creta e a Patrasso oggi le campane di tutti i luoghi sacri dell'isola hanno suonato a morto per dieci minuti a mezzogiorno. In Australia il presidente della Conferenza episcopale cattolica mons. Le celebrazioni dovrebbero essere garantite, in modo paritario, sia ai musulmani che ai cattolici. Come aveva chiesto il Presidente turco alla viglia, avevano tutti, oltre al tappetino da preghiera, anche la mascherina, anche se volontà di mantenere la distanza di sicurezza fin dal primo momento ce n'è stata davvero poca.

Gli ortodossi: "La riconversione inasprisce lo scontro tra le religioni" - "Sua Santità Bartolomeo (patriarca ecumenico di Costantinopoli, ndr) deplora l'inasprimento delle divisioni nel mondo tra le religioni, che la decisione su Santa Sofia sembra inevitabilmente e sfortunatamente provocare".

Pronta la cerimonia solenne per la prima preghiera del venerdì a Santa Sofia.

Domenica 12 luglio il Papa era intervenuto sulla questione della riconversione di Santa Sofia, accompagnata da roventi polemiche delle Chiese ortodosse, solitamente divise ma questa volta concordi nel condannare il gesto del "sultano" come un atto che compromette gravemente i rapporti tra Cristianesimo e Islamismo. Nello specifico, è il Patriarca di Belgrado, Irenei, ad aver preso parola.

Sono così emersi i primi particolari sui nuovi allestimenti dell'edificio, che ha oltre 1700 anni.

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