Gli Emirati lanciano "Speranza": é prima sonda araba su Marte

Geronimo Vena
Luglio 21, 2020

Così la squadra del Mohammed bin Rashid Space Center (Mbrsc), ente governativo di Dubai parte integrante del Programma spaziale degli Emirati Arabi Uniti, ha festeggiato su Twitter la riuscita del lancio della prima sonda araba che punta verso Marte. Si festeggerà il 50° anniversario della nascita proprio degli Emirati Arabi Uniti e che modo migliore di festeggiare tale evento con la messa in orbita su Marte di una sonda che fornirà molti importanti dati scientifici? Il 2 dicembre 1971 sei di loro istituirono un'unione politica denominata Emirati Arabi Uniti; il settimo, Raʾs al-Khayma, vi si associò all'inizio del 1972.

La sonda Hope è decollata dal centro spaziale Tanegashima in Giappone, dopo un ritardo della scorsa settimana a causa del maltempo.

Hope ha un Dna variegato ma un'anima profondamente emiratina.

Una volta in orbita, effettuerà il giro del pianeta per un intero anno marziano, pari a 687 giorni.

L'obiettivo è studiare l'atmosfera marziana, la struttura interna e la superficie del pianeta, con una particolare attenzione alle tracce della presenza di acqua e a eventuali segnali di forme di vita.

Per un Paese che ha poca esperienza con l'esplorazione spaziale (pur avendo già lanciato una decina di satelliti), una missione come HOPE rappresenta una sfida notevolissima. E magari allora, non solo Marte, ma anche un rimedio efficace o un vaccino contro il Covid non saranno più fantascienza. Secondo le intenzioni delle autorit emiratine, ha l'obiettivo di studiare i cambiamenti quotidiani e stagionali del pianeta. Tra la metà e la fine di luglio 2020 sono previsti anche i lanci della missione cinese "Tianwen-1" e di quella della Nasa "Mars 2020" che prevede anche di raccogliere campioni da riportare sulla Terra entro il 2028. Entro il 2117, inoltre, ha intenzione di costruire un insediamento umano su Marte.

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