Il Sole visto da distanza record: le immagini della Solar Orbiter Esa

Geronimo Vena
Luglio 19, 2020

Queste sono solo le prime immagini e possiamo già vedere nuovi interessanti fenomeni.

In termini astronomici, significa arrivare a pochi passi dal Sole, laddove le temperature sono roventi: "La distanza è di 4 minuti luce - spiega Silvano Fineschi, che è Direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Torino dell'Inaf, ed è Responsabile Inaf per la missione - cioè 4 minuti di tempo prima che immagini e dati arrivino sulla Terra, e lo stesso tempo per impartire comandi alla sonda".

STIX, di cui la FHNW è responsabile dello sviluppo, della costruzione, della gestione e della valutazione scientifica, registrerà non solo le immagini ma anche gli spettri dei raggi X emessi dal Sole.

L'Italia, grazie all'Agenzia spaziale italiana (Asi) è uno dei 18 Paesi del mondo che ha contribuito a realizzare gli strumenti e le apparecchiature della sonda Esa Solar Orbiter.

I dieci occhi di Solar Orbiter che osservano simultaneamente il Sole permettono infatti di cogliere dettagli invisibili agli strumenti finora puntati sulla nostra stella.

Ora Solar Orbiter è nella sua fase di crociera e sta aggiustando la sua orbita a attorno al Sole. "Alla fine, si avvicinerà fino a 42 milioni di km, che è quasi un quarto della distanza tra il Sole e la Terra".

Il mistero della corona - La corona solare è lo strato più esterno dell'atmosfera del Sole e si estende per milioni di chilometri nello spazio.

Thales Alenia Space, poi, ha realizzato lo scudo termico con tecnologia "Solar black", in titanio e Fosfato di calcio, per sopportare gli oltre 500 gradi a cui è esposto il lato della navicella rivolto verso il Sole, mentre Leonardo ha fornito due sensori di assetto stellare. Ancora oggi, dopo decenni di studi, il meccanismo che genera il riscaldamento della corona non è ancora pienamente compreso e, tra gli scienziati, la sua soluzione è considerata il Santo Graal dell'eliofisica.

"È ovviamente troppo presto per dirlo, ma speriamo che collegando queste osservazioni con le misure dei nostri altri strumenti potremo finalmente svelare alcuni di questi misteri", ha detto Yannis Zouganelis, Deputy Project Scientist della missione dell'Esa. "Non siamo mai stati in grado di misurare il campo magnetico nella parte posteriore del Sole". Questi dati forniranno informazioni sugli stati fisici e sui processi che si verificano durante le eruzioni solari. Il vento, lo ricordiamo, è il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole che influenza l'intero Sistema Solare.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE