Soluzione all'Italiana per apertura scuole a settembre - Orvietosì.it

Bruno Cirelli
Luglio 16, 2020

Una di queste è che le superfici più utilizzate all'interno delle scuole dovranno essere continuamente disinfettate dal personale ATA senza l'obbligo dell'intervento di ditte specializzate esterne. Per tale motivo, aggiungono i tecnici "non viene indicato un valore in metri quadri dello spazio di occupazione dello studente, in quanto tale parametro adottato singolarmente, potrebbe non garantire il distanziamento minimo lineare essenziale". Il Commissario straordinario per l'emergenza si occupera' della fornitura di mascherine chirurgiche alle scuole sia per il personale scolastico che per gli studenti 'oltre a occuparsi dell'acquisizione di banchi monoposto secondo il fabbisogno stimato dal ministero dell'Istruzione.

Alla Regione Toscana è stata consegnata una lettera ricevuta dall'assessora Cristina Grieco che ha accolto le lamentele ma ha rimandato le rimostranze a Roma da dove devono partire le direttive e arrivare le risposte alle necessità espresse dai precari.

Le scuole al centro dell'azione organizzativa del Comune di Colle.

In caso di contagio di un alunno o docente la persona interessata dovrà essere immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, e si dovrà provvedere al ritorno, quanto prima possibile, al proprio domicilio, per poi seguire il percorso già previsto dalla norma vigente per la gestione di qualsiasi caso sospetto.

Per i bambini al di sotto dei 6 anni non c'è l'obbligo di indossare la mascherina, ma particolare attenzione dovrà essere fatta alla sanificazione degli ambienti e alla pulizia dei giocattoli e di ogni altro oggetto toccato dagli alunni.

Le preoccupazioni dei dirigenti scolastici riguardano anche l'approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza.

Alla luce di ciò restano però alcuni dubbi, come denuncia Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, il quale si pone una serie di domande: "Se non ci sarà posto a scuola, parte degli alunni sarà impegnato in attività a distanza?"

In tutto questo marasma generale, la cosa che maggiormente si spera possa far riflettere il Ministro della pubblica istruzione è che l'esperimento della didattica a distanza deve essere inteso solo come una soluzione adottata in virtù dell'eccezionalità di un momento, ma non può e non dovrà mai essere la regola, poiché non serve un computer per far illuminare gli occhi di un bambino, non serve la LIM, non serve il CODING, non serve il POF, il PTOF, il RAV, serve soltanto quel bambino, quella piccola anima desiderosa di aprirsi al mondo, una stanza e un insegnante tutto per loro.

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