Autostrade Italia: via i Benetton

Bruno Cirelli
Luglio 15, 2020

Sei ore tese e dure di discussioni. Un'intesa resa possibile dalla decisione della famiglia Benetton di fare un passo indietro.

Sembra finalmente che si sia riusciti a raggiungere un accordo sul dossier Autostrade.

L'ammontare di debito complessivo in default (oltre 19 miliardi) avrebbe serie conseguenze sui mercati obbligazionari e bancari europei visto che la maggior parte del debito è rappresentato da titoli quotati detenuti da grandi investitori di debito internazionali, oltre che da grandi istituzioni finanziarie europee ( Banca Europea per gli Investimenti) e italiane (Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Unicredit, ), oggetto anche di prestiti LTRO della Banca Centrale Europea. In Consiglio dei ministri ha dato mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all'uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell'azionariato, poi con un'ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Aspi infatti diventerà progressivamente una Public Company.

È questa l'analisi più accreditata tra gli analisti finanziari, che spiegano così le cause del crollo del titolo di Atlantia in Borsa a seguito dell'intervista del Premier di oggi al Fatto Quotidiano. E una seconda fase in cui abbandoneranno del tutto il controllo di Aspi.

In particolare, in caso di revoca delle concessioni, Aspi dovrebbe dichiarare fallimento tenendo anche presente che con il decreto Milleproroghe sono venute a mancare le risorse per il ripagamento di quasi 10 miliardi di debito complessivo.

Mandato ai ministri dell'Economia Roberto Gualtieri, che ha portato sul tavolo del Cdm la proposta finale dell'azienda, e alle Infrastrutture e ai Trasporti Paola De Micheli di definire gli altri aspetti dell'accordo.

Dopo il "durissimo" accordo nel governo Conte contro i Benetton, il valore delle azioni Atlantia, tuttora dei Benetton, AUMENTA DEL 22%.

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