Perché la basilica di Santa Sofia tornerà a essere una moschea

Bruno Cirelli
Luglio 14, 2020

Anche il "patriarca" Bartolomeo ha protestato, ovviamente con dichiarazioni molto ecumeniche in quanto la ri-conversione in moschea nuocerebbe alla funzione di "Santa Sofia ... come luogo e simbolo di incontro, dialogo e coesistenza pacifica dei popoli e delle culture, comprensione reciproca e solidarietà tra la Cristianità e l'Islam" (ansamed.info).

Cari fratelli e sorelle, in questa seconda domenica di luglio ricorre la Giornata Internazionale del Mare. Il mare mi porta un po' lontano. Il pensiero a Istanbul, penso a Santa Sofia. Poche parole aggiunte a braccio al discorso preparato per l'Angelus in piazza San Pietro e poi Francesco fa una lunga, e inusuale, pausa silenziosa.

Santa Sofia fu una basilica cristiana fino alla conquista ottomana (537-1453) e successivamente venne trasformata in moschea fino a che, nel 1934, divenne un museo con un decreto del Consiglio dei ministri del governo di Kemal Ataturk, sotto la moderna Repubblica di Turchia.

Il suo significato principale sta nel coronamento del progetto politico "neo-ottomano" di Erdogan, che nel corso della sua presidenza ha rimesso la religione al centro della vita pubblica turca, in netta contrapposizione con la laicità della tradizione kemalista inaugurata appunto da Ataturk.

"Sono obbligato a comunicare il dolore e lo sgomento del Consiglio mondiale delle chiese e delle sue 350 chiese membri in oltre 110 paesi, che rappresentano più di mezzo miliardo di cristiani in tutto il mondo, al passo che hai appena preso", si legge nella lettera. "Chiediamo alle autorità turche di impegnarsi nel dialogo prima di prendere qualsiasi decisione che potrebbe avere ripercussioni sul valore universale del sito", ha scritto in una nota l'organizzazione sottolineando come qualsiasi modifica di un Sito Patrimonio dell'umanità (come Santa Sofia) richiede un esame e una notifica da parte dell'Unesco.

La decisione di Erdogan è stata presa dopo che venerdì il Consiglio di Stato, massimo tribunale amministrativo turco, ha revocato l'attuale status museale della basilica aprendone così la strada all'utilizzo come moschea.

L'iconografia religiosa di Santa Sofia, che tornerà a essere una moschea, "non sarà toccata" e sarà visibile ai visitatori di tutte le fedi.

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