Coronavirus, test rapido in Veneto: 7 minuti per avere il risultato

Barsaba Taglieri
Luglio 14, 2020

"La situazione è sotto controllo in Veneto: il nostro ceppo di virus ha una carica virale in calo, ci preoccupa invece il virus che viene dall'estero, ed è per questo che bisogna intensificare i controlli da chi viene dal Benin, Serbia Kossovo, Moldavia Bangladesh, Congo, Paesi dai quali sono arrivate persone che sono risultate poi infette". Il Governatore ha concluso affermando che "il virus è appartenente al cluster serbo ed è ben diverso da quello isolato in Veneto e in Italia. Manteniamo quindi le buone pratiche, mascherine e distanziamento sociale per continuare a proteggerci". Lo ha sperimentato l'Ulss 2 del Veneto che, ha annunciato il presidente Luca Zaia, "trasferirà tutti i dati allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute perché tengano in considerazione di inserire il test nel piano di sanità pubblica". I primi a utilizzarlo sono stati i giornalisti presenti in conferenza stampa. "Noi stiamo effettuando test e controlli, siamo anche l'unica regione che ha raccomandato di fare i vaccini anti-influenzali (abbiamo dovuto anche andare in tribunale per difendere la nostra scelta e abbiamo perso); c'è meno percezione di pericolo e si vedono meno mascherine in giro per questo ribadisco che ci vuole attenzione". "I test rapidi ci danno una diagnostica rapida a tappeto dei possibili nuovi casi postivi, stiamo pensando di utilizzarli nei pronto soccorso del Veneto". "Se l'avessimo avuto il 21 febbraio avremmo viaggiato più veloci" ha detto Zaia aggiungendo che nelle mille prove effettuate, il test rapido coreano ha sbagliato solo una volta indicando un falso positivo.

Costo, 12 euro contro i 18 di un normale tampone. Quando un tampone rapido è positivo va obbligatoriamente fatto l'approfondimento per accertare l'effettiva positività del paziente.

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