CGIA: "A causa del Covid in Italia più pensionati che lavoratori"

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2020

Secondo uno studio pubblicato l'11 luglio 2020 dall'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, il numero di coloro che possedevano un impiego lavorativo nello scorso mese di maggio è sceso a 22,77 milioni di unità, mentre le pensioni erogate nello stesso periodo sono corrisposte a 22,78 milioni. Soltanto tre province registrano un saldo (ovvero una differenza tra lavoratori e assegni pensionistici) positivo, ovvero Teramo, Ragusa e Cagliari. A livello provinciale, invece, la realtà più "vecchia" d'Italia è Savona (48,85 anni medi). Pertanto, si può affermare con una elevata dose di sicurezza che gli assegni stanziati alle persone in quiescenza sono attualmente superiori al numero di occupati presenti nel Paese.

Nel territorio regionale, insomma, ci sono più pensionati che lavoratori. Le pensioni al primo gennaio 2019 ammontavano a 22,78 milioni, certificando dunque il soprasso, considerando anche l'aumento dovuto a Quota 100, quantificabile in circa 220 mila unità. In Italia e nel Mezzogiorno, il numero delle pensioni erogate ha superato quello degli occupati. Sottolinea il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo: "Il sorpasso è avvenuto in questi ultimi mesi". E con piu' pensioni che impiegati, operai e autonomi", avverte, "in futuro non sara' facile garantire la sostenibilita' della spesa previdenziale, che attualmente supera i 293 miliardi di euro all'anno, pari al 16,6 per cento del Pil. "Con culle vuote e un'età media della popolazione sempre più elevata, nei prossimi decenni avremo una società meno innovativa, meno dinamica e con un livello dei consumi interni in costante diminuzione".

D'altra parte, quello dell'invecchiamento della popolazione resta un rebus da risolvere per tutti i paesi avanzati e non solo per l'Italia. Seguono Biella (48,70), Ferrara (48,55), Genova (48,53) e Trieste (48,39). Questo dato fa emergere la problematica del sistema pensionistico, che costa molto e che è aumentato negli ultimi anni anche a causa di nuove misure, come Quota 100, che hanno accelerato i prepensionamenti. In particolare, quelli degli over 60 sono mediamente più alti rispetto a quelli degli under 30 nel comparto dell'alimentazione, della casa e della salute. "Ma la tentazione della rendita è di per sè un indicatore evidente di declino e di sconfitta".

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