Btp Futura chiude a oltre 6 miliardi di raccolta

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2020

"Chi acquista questo nuovo titolo - ha spiegato il ministero dell'Economia e delle finanze - oltre a mettere a reddito nel medio termine i propri risparmi in modo semplice, contribuisce attivamente a finanziare le spese per la ripresa dopo l'emergenza Covid-19, sostenendo il sistema sanitario nazionale, le famiglie e le imprese italiane, tutelando l'occupazione nonché fornendo alle amministrazioni locali risorse e prestiti per affrontare l'emergenza". Il Btp Futura è destinato unicamente ai risparmiatori individuali, alle famiglie o ai gestori di patrimoni privati: come indica il suo nome, il titolo guarda all'Italia di domani.

La raccolta del titolo a scadenza decennale - iniziata lunedì 6 luglio e conclusasi oggi - ha fruttato oltre 6 miliardi di euro, con un importo medio sottoscritto di poco superiore a 30mila euro.

L'accoglienza più fredda non è dettata dalla sfiducia verso l'Italia considerando che oggi l'asta Bot è andata molto bene e i risparmiatori continuano ad essere consci che lo scudo di policy del Recovery Fund e delle misure ultraespansive non convenzionali della BCE come il PEPP supporteranno i titoli di Stato dei Paesi periferici ed in particolare quelli italiani, dove il premio per il rischio politico è più elevato. "Valutiamo" un'altra emissione "nel corso dell'anno e" per decidere "ci atterremo alle informazioni che arrivano dal mercato", ha aggiunto. "Il potenziale di upside sul mercato secondario è pertanto limitato, anche se vi è una buona probabilità di ottenere il premio fedeltà massimo a causa del livello depresso del PIL di partenza, che porterebbe il rendimento complessivo all'1,58%".

A differenza del BTP Italia, il BTP Futura è regolato tramite un meccanismo di step-up.

Per il nuovo titolo, che ha godimento 14 luglio 2020 e scadenza 14 luglio 2030, è confermata la serie dei tassi cedolari annui nominali definitivi, pagati su base semestrale, pari rispettivamente a 1,15% per i primi quattro anni, 1,30% per i successivi tre anni e 1,45% per i restanti tre anni di vita del titolo. All'interno della quota sottoscritta da investitori retail, si stima che circa il 69% abbia inoltrato l'ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l'ordine a distanza), mentre circa il 31% attraverso l'home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini risulta provenire da investitori domestici (circa il 98%). I contratti sottoscritti, invece, sono stati poco più di 10mila, esattamente 10.490, raggiungendo nel totale dei 5 giorni di collocamento i 174.318 contratti.

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