Turismo: una stagione da incubo - Il disastro delle presenze a giugno: -80,6%

Bruno Cirelli
Luglio 12, 2020

Il consuntivo del mercato turistico alberghiero relativo al mese di giugno 2020 registra un calo delle presenze dell'80,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

I flussi dall'estero sono ancora paralizzati (meno 93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarma (meno 67,2%). Numeri vengono offerti dell'osservatorio Federalberghi di Confcommercio, che monitora mensilmente un campione di circa duemila alberghi.

Gli aiuti previsti dal governo nazionale e regionale non hanno toccato la struttura costiera.

"La situazione drammatica che sta vivendo il nostro settore, in una regione come la Toscana in cui il turismo pesa più del 13% del PIL, richiede interventi immediati - commenta il Presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti - I decreti governativi e le ordinanze regionali contengono alcune misure utili, ma non sono sufficienti a evitare il tracollo di migliaia di imprese e la perdita di centinaia di posti di lavoro". Si registra un numero importante di annullamenti: per il mese di luglio quasi il 40% delle strutture ha registrato un calo oltre il 60%, insomma ha perso due prenotazioni su tre. Tant'è che stanno continuando le proteste. l'altro giorno moltissimi lavoratori stagionali hanno manifestato a Roma e i loro rappresentati sindacali sono stati ricevuti dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che ha garantito sulla probabile proroga per gli ammortizzatori sociali e soprattutto, lo slittamento riguardo il divieto di licenziare che al momento è valido fino al 31 agosto.

Per gli italiani, il ritorno alla normalità prosegue al rallentatore, per varie ragioni: molti hanno consumato le ferie durante il periodo di lockdown, tanti hanno visto il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o della contrazione dei consumi e dal blocco delle attività, tanti altri - pur disponendo di reddito e tempo - rinunciano a partire per recuperare parte del tempo perduto. Incidono anche la riduzione della capacità dei mezzi di trasporto, la cancellazione degli eventi e i timori di varia natura che comprensibilmente animano le persone. Non traggano in inganno le immagini televisive che ritraggono spiagge affollate. A Forte dei Marmi si prevede un calo del 35% sulla stagione; all'Elba, un calo del 30% complessivo fino a settembre; va peggio nelle città d'arte come Firenze, con un calo del 70% e neppure la metà delle strutture riaperte, o Siena, che registra mancate riaperture dell'80% delle strutture alberghiere. "In gran parte si tratta di escursionisti giornalieri o di vacanze mordi e fuggi, limitate ai week end". "Senza dimenticare che alla riapertura - conclude il presidente degli albergatori - ci dovremo confrontare con un mercato internazionale ancora più competitivo ed occorre quindi incentivare la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodi in cui molte azione sono purtroppo vuote". E sono infine quattro, nellordine di importanza, i principali ostacoli che impediscono un'efficace ripresa del turismo: primo tra tutti, come già sottolineato, i trasporti, segue la promozione e della destinazione, una programmazione territoriale efficace e infine la con-fusione sulle regole di accesso nellIsola generata inizialmente e che si porta dietro ancora uno strascico di falsata percezione da parte di turisti. "Una rimodulazione della Cosap e della Tari consentirebbe alle strutture ricettive di vedersi assicurato un avvio più sereno nella stagione 2021, fatto poi non così scontato allo stato attuale". "Seppur denunciato ampiamente a livello nazionale, il problema continua a presentarsi".

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