Morto l'autista del bus picchiato selvaggiamente a Bayonne

Bruno Cirelli
Luglio 12, 2020

A quel punto, l'autista ha iniziato a ripetergli più volte di indossare la mascherina ma il passeggero si rifiutava categoricamente: a quel punto ne è nata una discussione terminata con lo sconosciuto che si scagliava contro il conducente, colpendolo al volto con tre testate e poi dileguandosi subito dopo. Era da giorni in stato di morte cerebrale. Ad ogni ultimo commento istituzionale sul drammatico caso... Le indagini dell'Arma dei Carabinieri hanno permesso di dare una risposta immediata ed efficiente a un episodio - purtroppo non isolato - che aveva destato allarme sociale e indignazione, tanto che i sindacati di categoria erano intervenuti sulla questione, chiedendo la presenza di steward a bordo degli autobus per una maggiore tutela dell'incolumità dei lavoratori. Il fatto era avvenuto il 2 luglio scorso, una reazione scomposta e violenta innescata soltanto dalla richiesta del conducente del bus di far indossare la mascherina come tutti gli altri passeggeri.

Domenica scorsa Philippe Monguillot è stato aggredito da un gruppo di ragazzi in un quartiere di Bayonne, nel sud ovest della Francia. "Un crimine abietto, che non resterà impunito", ha dichiarato il neo premier Jean Castex, mentre il ministro dell'Interno Gerald Darmanin si è recato sul posto. Lo ha riferito la procura di Bayonne, la città vicino al confine spagnolo, dove sono avvenuti i fatti. Due uomini, pregiudicati di 22 e 23 anni, si trovano per il momento in stato di detenzione per l'omicidio. Altri due, sulla trentina, dovranno rispondere del reato di "mancata assistenza a persona in pericolo".

"Il presidente della Repubblica, il primo ministro e il ministro dell'Interno - ha continuato - non permetteranno che questa violenza gratuita diventi qualcosa di banale". In città si è svolta giovedì una marcia di solidarietà a cui hanno partecipato 6mila persone. In testa al corteo vi erano la moglie di Monguillot e le tre figlie.

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