Sorelline siamesi separate con successo

Bruno Cirelli
Luglio 9, 2020

Le due sono craniopagi, una forma rarissima tra i gemelli siamesi. Erano unite dalla nuca, con cranio e gran parte del sistema venoso in comune. "Intervenire chirurgicamente lì ha presentato un alto rischio di emorragie e ischemie" - ha dichiarato l'equipe medica che ha dato nuova vita alle bambine. L'ultimo è avvenuto il 5 giugno con la separazione definitiva, l'intervento è durato 18 ore ed è stato necessario l'impegno di oltre 30 persone tra medici e infermieri.

La mamma e le gemelline arrivano in Italia il 10 settembre 2018 nell'ambito delle attività umanitarie internazionali dell'ospedale. Ad un mese di distanza le bambine stanno bene.

Giustamente, le piccole hanno poi intrapreso un percorso riabilitativo atto soprattutto a farle conoscere e riconoscere, attraverso un sistema di specchi e il contatto visivo. Ervina e Prefina sono unite per la regione parietale e occipitale del cranio, vale a dire un'ampia superficie della parte posteriore della testa che comprende la nuca. La loro condizione è apparsa da subito molto rara e complicata, tanto da necessitare un'equipe di esperti: per separarle viene formato un gruppo multidisciplinare che studia e pianifica ogni dettaglio con gli strumenti più avanzati, ricostruendo in 3D la scatola cranica delle bambine, il tutto dopo aver formato un gruppo multidisciplinare composto da neurochirurghi, anestesisti, neuroradiologi, chirurghi plastici, neuroriabilitatori, ingegneri, infermieri di differenti aree specialistiche e fisioterapisti. Il primo intervento è stato eseguito a maggio 2019, il secondo a giugno 2019 e il terzo a giugno 2020 con la separazione definitiva. Il rischio di infezione è ancora in agguato, ma dai controlli post-operatori risulta che il cervello è integro e il sistema ricreato funziona. Oltre un anno di preparazione e di studio con l'ausilio di sistemi di imaging avanzato e di simulazione chirurgica, culminato in tre interventi delicatissimi.

Un'operazione che poteva esser davvero rischiosa per la vita delle due bambini, ma che invece è andata a buon fine.

Un'operazione, che ha dello straordinario e dell'incredibile, è stata effettuata per la prima volta nel mondo, all'Ospedale "Bambino Gesù" di Roma.

Adesso le due gemelle dovranno indossare un casco protettivo e intraprendere un percorso di neuro riabilitazione, già iniziato prima dell'intervento. I medici hanno affermato che le piccole possono crescere regolarmente sia dal punto di vista motorio e sia cognitivo, e di "condurre una vita normale, come tutte le bimbe della loro età". Ora che sono separate e stanno bene vorrei che fossero battezzate da Papa Francesco che si è sempre preso cura dei bambini di Bangui.

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