Decreto semplificazioni approvato nella notte ma solo "salvo intese"

Bruno Cirelli
Luglio 7, 2020

Ma oggetto del contendere è soprattutto la lista delle grandi opere pubbliche da sbloccare con l'affidamento a commissari straordinari, tanto che in una delle ultime bozze si prevede che ci sia tempo per redigerla fino a fine anno.

Ma la discussione sulle opere da sbloccare sembra destinata a tenere ancora banco, anche perché l'elenco - che dovrebbe includere tra le 40 e le 50 opere - non entra nel testo del decreto e ci sarà comunque tempo fino a fine anno per nominare i commissari.

Il Cdm notturno, il cui inizio, previsto per le 21:30 è poi slittato alle 23, ha dato l'ok anche al Programma nazionale di riforma, e al ddl di assestamento di bilancio e al rendiconto dello Stato.

Nel testo - 48 articoli in 100 pagine - trova spazio poi la digitalizzazione della Pa, con servizi e pagamenti che potranno essere gestiti da un'App e la carta d'identità digitale che assume un ruolo sempre più centrale per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione. L'approvazione finale del Parlamento arriverà in autunno.

Il dibattito in Cdm si accende, racconta più di un presente, in particolare sulla possibilità non solo per i commissari ma anche per le stazioni appaltanti di agire, per far fronte agli effetti negativi dell'emergenza Covid, in deroga a tutte le norme, tranne quelle penali, antimafia e quelle sulla sicurezza sul lavoro. Restano infatti le perplessità di Pd e Leu sulle deroghe, introdotte sul "modello Genova", mentre M5s e Iv chiedono una lista ampia delle opere da finanziare sotto la supervisione di un commissario e spingono per allargare le maglie sugli affidamenti diretti e sui cantieri. Approvato il Piano nazionale delle riforme.

Anche sulla riforma dell'abuso d'ufficio, altra 'partita' difficile del dl semplificazioni, sarà necessaria una riformulazione tecnica del testo, rispetto al quale però, nel corso della riunione, la ministra e capodelegazione di Iv, Teresa Bellanova, ha "confermato le riserve già espresse". Oggi incorre nell'abuso d'ufficio chi si procuri un vantaggio violando "norme di legge o di regolamento".

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