Nuovo focolaio in Veneto, Zaia: esposto contro imprenditore colpevole contagi

Barsaba Taglieri
Luglio 5, 2020

Ci risiamo, dunque. Nel Veneto si assiste a una nuova fiammata di contagi da coronavirus, con un nuovo focolaio Covid scatenato da un imprenditore vicentino rientrato da un viaggio di lavoro in Bosnia.

In Veneto l'indice R0 è salito da 0,41 a 1,63. "Io non so a chi fare i complimenti", afferma Zaia esprimendo sconforto per i comportamenti irresponsabili di alcuni cittadini.

"Quello di cui abbiamo parlato ieri è un cluster con cinque positivi, un focolaio che ci siamo importati dalla Serbia".

L'indice "Rt", secondo quanto spiegato dalla dott.ssa Russo, dà quindi un trend ed è molto sensibile ai nuovi casi e ai focolai, pertanto è sì utile per valutare il rispetto o meno delle regole in un'area e l'eventuale insorgere di nuovi focolai, ma ha specificato la dott.ssa Russo, è anche un indice che va "interpretato" nel corso di un trend temporale. "Continuando di questo passo non dobbiamo porci la domanda se il virus tornerà in ottobre, perché l'abbiamo già qui".

"Non sono preoccupato": bastano tre parole al professor Andrea Crisanti, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova, per "vestirsi da pompiere" al pari del viceministro Pierpaolo Sileri e abbassare il livello di guardia risalito dopo l'ultimo punto stampa di Luca Zaia. "Belgrado in Serbia è entrata in lockdown". "Ai comportamenti irresponsabili di qualcuno, si aggiungono gli altri comportamenti che abbiamo conosciuto in queste ultime ore", ha concluso. Il piano di sanità pubblica stabilisce che i familiari e le persone che hanno avuto contatti stretti devono essere in isolamento domiciliare. Le aziende in modo criminale hanno continuato a lavorare nonostante non si sapessero più dove collocare le bare per la sepoltura dei morti. Rifiutando addirittura il ricovero. Per colui che non è positivo ed è in isolamento, la multa massima è 1.000 euro.

FRONTIERE. "Sento che qualcuno dice che dato che le regioni chiedono l'autonomia allora dovrebbero stabilire le quarantene".

Intanto, un piccolo gruppo di casi di positività, toccherebbe l'Alto Vicentino e riguarderebbe tre componenti di una famiglia, risultati positivi al tampone: al momento per nessuno dei tre si è reso necessario il ricovero ospedaliero.

Sileri ha aggiunto che "togliersi la mascherina a più di un metro di distanza non è incoscienza, incoscienza è non seguire le regole e pensare che sia tutto passato".

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