Napoli, Insigne: "Ammutinamento fu un errore. Ad Ancelotti dissi che doveva bacchettarci"

Rufina Vignone
Luglio 5, 2020

Facile, dunque, dire a chi si ispira il capitano del Napoli, che lo rivela anche nell'intervista di oggi al Corriere della Sera: "Del Piero, a lui mi ispiravo da ragazzino: il tiro a giro nasce guardando e riguardando le sue perle". Un peccato, soprattutto per quello che stiamo facendo adesso.

Il discorso si sposta quindi sulla gestione Ancelotti, finita anzitempo con l'esonero di quest'ultimo, poi volato all'Everton: "Non sono nessuno per giudicare un allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque - le parole di Insigne - il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso".

Ovviamente il riferimento del capitano del Napoli non può che essere alla notte del 5 novembre scorso, quando la squadra si rifiutò di andare in ritiro dopo un match col Salisburgo e di fatto fece saltare il banco con Ancelotti. "In quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo". Gattuso? Esige tantissimo e ci motiva ogni secondo. "Con lui mi sono sentito al centro del progetto, mi ha attribuito responsabilità e fiducia e il rapporto è autentico, spero di ripagarlo". Francesco mi ha scritto un messaggio chiedendo di diventare il mio agente, gli ho risposto serenamente che avrei fatto altre scelte. Non dipende, certo, soltanto da me. Non c'è un problema di questo tipo, se vuole sono qui. Il cerino passò nelle mano di Gennaro Gattuso che raccolse i cocci e li mise assieme conquistando in pochi mesi un trofeo, la Coppa Italia strappata alla Juventus ai calci di rigore.

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