Coronavirus, Zangrillo parla delle possibilità di una seconda ondata

Barsaba Taglieri
Luglio 4, 2020

Riferendosi poi all'Italia, Alberto Zangrillo, le cui parole sono riportate da Ansa, ha sostenuto che, a livello nazionale, la capacità del virus di produrre malattia è "uniformemente scomparsa". "È un'evidenza dalle cartelle cliniche", dichiara Zangrillo. Qualcosa ha fatto anche il virus, però: "l'interazione tra Sars-CoV-2 e l'ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito".

A tal proposito, l'esperto sostiene:, "Io credo invece che il virus si possa fermare qua".

"Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo". Il Coronavirus sta circolando negli Stati Uniti e in Italia nei focolai, ma qui circola in modo "benigno". Con queste parole, tiene a precisare l'esperto, si vuole far intendere che il virus sta modificando alcune sue caratteristiche. Nell'esprimere questo concetto, Zangrillo ha poi spiegato che, secondo il suo parere, esiste un 50% di possibilità che il virus se ne vada. A contribuire a questo risultato, decisamente confortante, non solo il lockdown, le mascherine e il distanziamento sociale imposto dal governo italiano ma anche la riduzione della "forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattia (anche grave) è dimostrata". Inoltre, chi ha analizzato i dati statistici ha sempre affermato che in Italia il numero di pazienti con più patologie - soprattutto nella fascia d'età over 70, quella più colpita dal coronavirus - sono rilevanti dal punto di vista numerico. Se così non fosse, quel che temo di più è aver perso tempo a organizzare strutture e infrastrutture invece di rimettere in equilibrio il rapporto tra l'ospedale e il territorio. "Chi lavora sul territorio e in prima linea negli ospedali deve pretendere che gli ammalati vengano ricoverati subito perché, in assenza di una terapia specifica, le cure che abbiamo devono essere adottate con tempestività".

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