Nube radioattiva in Nord Europa, la Russia nega

Bruno Cirelli
Luglio 2, 2020

Gli scienziati del RIVM hanno ipotizzato che il picco possa provenire dalla Russia Occidentale.

Gli esperti hanno spiegato il problema sostenendo che potrebbe esserci stato un problema col combustibile utilizzato in una centrale nucleare, ma al momento non ci sono conferme sull'origine del fenomeno. La centralina di controllo si occupa di monitorare l'area della Svezia, Danimarca, Finlandia e anche parte di Estonia e Lettonia.

Per fortuna le concentrazioni di radionuclidi rilevate sono talmente basse da non rappresentare alcuna minaccia per la salute dell'uomo e dell'ambiente, ma è sicuramente accaduto qualcosa che ha determinato questa impennata dei valori, registrata dai sofisticati strumenti che monitorano costantemente la radioattività del territorio. Nell'aria sono stati rilevati isotopi di cesio 134, cesio 137 e rutenio 103. Il Moscow Times evidenzia che il 28 giugno il RIVM ha precisato di non aver identificato in modo specifico la Russia come il Paese di origine dell'apparente incidente e che la sua dichiarazione iniziale, rilasciata in olandese, potrebbe essere stata tradotta male: "L'affermazione fatta dal RIVM è che i radionuclidi hanno viaggiato dalla direzione della Russia occidentale verso la Scandinavia, ma che in questo momento nessun Paese di origine specifico può essere indicato".

L'Agenzia ONU, con sede a Vienna, ha contattato i paesi europei per chiedere informazioni sull'attività radioattiva. "Le concentrazioni di radiazioni misurate dalle agenzie europee sono molto piccole e non si prestano a conclusioni inequivocabili".

L'operatore di energia nucleare statale della Russia, JCS, ha però affermato che le due centrali nucleari della Russia nordoccidentale (Smolensk e Kursk) non hanno segnalato problemi.

E' stata l'Organizzazione globale del trattato sul divieto dei test nucleari (CTBTO) a circoscrivere la zona dalla quale sarebbe emersa la fonte radioattiva. Una contrapposizione che alla mente dei più ha fatto riemergere il ricordo del disastro di Chernobyl, scoperto proprio per uno scontro fra paesi scandinavi e governo russo.

Gli elementi radioattivi al Nord sono lo iodio-131 (in Norvegia), il cesio-134, il cesio-137, il cobalto-60 e il rutenio-103.

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