Coronavirus, l’allarme del virologo: "USA rischiano 110 mila casi al giorno"

Bruno Cirelli
Luglio 2, 2020

"Potremmo avere 100 mila nuovi casi al giorno negli Stati Uniti se non riusciremo a controllare l'epidemia. Sono molto preoccupato". Lo ha detto l'epidemiologo Anthony Fauci, epidemiologo e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, nel corso dell'audizione davanti alla commissione del Congresso. Sono molto preoccupato. Dal prossimo mese passeremo a una nuova fase nella sperimentazione del vaccino. "Non è ancora un qualcosa definibile come una minaccia immediata, ma è certamente da tenere d'occhio come abbiamo fatto nel 2009 nel caso dell'emergenza legata alla suina del 2009", sono state le parole pronunciate da Fauci al Senato. Poi, aggiunge, "si spera ci saranno delle dosi disponibili" all'inizio del 2021.

L'influenza suina H1N1, emersa per la prima volta in Messico nell'aprile del 2009, ha infettato 60,8 milioni di persone negli Stati Uniti e almeno 700 milioni in tutto il mondo. Julian Bear Runner, presidente dell'Oglala Sioux tribal council, ha ammonito il presidente a non visitare il 3 luglio, vigilia dell'Independence Day, il monumento nazionale del Monte Rushmore in South Dakota perché aumenterebbe il rischio coronavirus e violerebbe gli storici trattati tra il governo Usa e i nativi americani per governare le sacre Black Hills. Secondo il conteggio della Johns Hopkins University, i morti finora sono 126.512 nei 50 Stati. I casi accertati di contagio sono 2.612.259.

Le cose potrebbero peggiorare rispetto ai 40mila giornalieri: il virologo "non sarebbe sorpreso" se la conta dei nuovi positivi schizzasse a 100mila unità al giorno.

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