Sequestro da record mondiale a Salerno: 14 tonnellate di droga dell'Isis

Bruno Cirelli
Luglio 1, 2020

Appartenevano all'Isis le 14 tonnellate di anfetamine per il valore di oltre un miliardo sequestrate dalla Guardia di Finanza di Napoli nel Porto di Salerno.

Sono in corso indagini per individuare i responsabili che, proprio in relazione all'ingente quantitativo sequestrato oggi, potrebbero operare per conto di un "cartello" di clan di camorra capace di commercializzare le sostanze in ambito internazionale. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 centimetri - verosimilmente costruiti in Germania - sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo "scanner" il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Il captagon viene smerciato in tutto il Medioriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica.

Lo stupefacente veniva prodotto inizialmente in Libano, poi anche in Arabia Saudita e da tempo è ricomparso nei covi dei terroristi, per esempio in occasione dell'attacco al Bataclan di Parigi, e per questo è stato soprannominato "la droga dell'Isis" o "la droga della Jihad". Una volta avviati gli impianti chimici di produzione, è facile per l'Isis produrre ingenti quantitativi anche per il mercato mondiale delle droghe sintetiche, in modo da accumulare rapidamente ingenti quantità di denaro da utilizzare per finanziare il terrorismo.

Secondo la Dea americana (Drug Enforcement Administration), L'Isis ne fa largo uso in tutti i territori su cui esercita l'influenza e ne controlla lo spaccio.

Dopo il maxi sequestro di Captagon, la cosiddetta "droga dell'Isis", avvenuta questa mattina nel porto di Salerno, Fanpage.it ha sentito il colonnello Giuseppe Furciniti, Comandante del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, che ha partecipato all'operazione.

Il risultato rappresenta il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale.

Il valore della droga è stato calcolato moltiplicando il numero delle pasticche trovate, 84 milioni, con il costo medio che viene imposto al consumatore finale che si aggira tra 10-15 euro a pasticca. Probabilmente il mercato si è ulteriormente sviluppato anche per il recente periodo di lockdown, che ora può muoversi ed essere smerciata più facilmente soprattutto con la riapertura dei locali, visto che è una droga diffusa tra i giovani.

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