Allarme nube radioattiva nel Nord Europa: "Prodotti fissione nucleare di origine civile"

Bruno Cirelli
Luglio 1, 2020

In precedenza su diversi media erano circolate notizie, secondo cui le autorità di sicurezza sul nucleare e radiazioni di Svezia, Norvegia e Finlandia all'inizio di giugno avevano registrato nell'atmosfera dei Paesi nordici un leggero aumento della concentrazione di isotopi radioattivi di origine dai reattori di centrali nucleari. "I livelli sono così bassi che però non rappresentano alcun pericolo per persone o ambiente". Al momento sono esclusi gli impianti lettoni e quelli russi. Le aree particolarmente interessate sono quelle della Finlandia, della Svezia e della Norvegia, sulla costa nord del Mar Baltico. Ad annunciarlo l'Istituto nazionale olandese per la sanità pubblica e l'ambiente (RIVM), che in un comunicato stampa ha sottolineato come la combinazione di radionuclidi possa essere legata a "un'anomalia a un elemento di combustibile in una centrale nucleare".

Gli scienziati del RIVM hanno ipotizzato che il picco possa provenire dalla Russia Occidentale. Anche il CTBTO afferma che gli elementi radioattivi rilevati suggeriscono l'origine civile della radioattività, ma individuare l'origine esatta "non è compito dell'organizzazione", ha spiegato Zerbo.

Secondo i primi rilevamenti, si pensa a possibili malfunzionamenti in qualche centrale civile, ma non a veri e propri incidenti, come l'esplosione avvenuta l'8 agosto 2019 a Severodvinsk, in Russia, innescata da un missile sperimentale.

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