Caso Floyd, l'annuncio di L'Oreal: "Non useremo più la parola sbiancante"

Paterniano Del Favero
Giugno 30, 2020

Mai più la parola "sbiancante" nei prodotti beauty.

Anche il colosso della cosmetica francese L'Oréal accelera nella corsa al politicamente corretto sulla spinta delle proteste seguite alla campagna #BlackLivesMatter dopo la morte di George Floyd durante l'arresto a Minneapolis.

"Il gruppo L'Oreal - si legge nel comunicato - ha deciso di ritirare le parole bianco/sbiancante (white/whitening), chiaro (fair/fairness, light/lightening) da tutti i prodotti destinati a uniformare la pelle".

La decisione segue di poche ore quella della filiale indiana di Unilever di ribattezzare una crema illuminante per la pelle, 'Fair & Lovely', vendita in India e Bangladesh, preziosi mercati di consumo: altro che 'fair', 'chiaro', la crema - ha tenuto a precisare il gruppo anglo-olandese - celebra "tutte le tonalità della pelle". Il gruppo ha promesso di non ricorrere più alla parola "Fair" in quanto si dichiara "impegnata a celebrare tutti i toni della pelle". Le due multinazionali Unilever Johnson& Johnson provvederanno a far passare il concetto di bellezza unica:"Vogliamo puntare ad un modello più inclusivo ", ha detto Sunny Jain, un dirigente della compagnia.

"Abbiamo capito che i termini piacevole, bianco e luminoso suggeriscono tutti la stessa idea di bellezza, che non copre tutta la realtà".la Johnson & Johnson ha già deciso di togliere dal mercato la crema sbiancante "Fine Fairness" della Neutrogena, che verrà sostituita con la crema idratante "Clear Fairness Cream".

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