Il caso del gatto con lyssavirus. Due ordinanze del sindaco

Barsaba Taglieri
Giugno 29, 2020

Con la prima ordinanza il Sindaco ha disposto il sequestro degli animali di proprietà della signora (un cane, un gatto e tre gattini lattanti) con il contestuale affidamento in custodia presso il Canile comunale od altra idonea struttura equipollente, così come prescrive la legge. Le analisi hanno rilevato che il felino era affetto da Lyssavirus, un virus rarissimo, che fino ad adesso era stato isolato una sola volta nel mondo. Il campione era stato prelevato a seguito della morte del gatto, che aveva precedentemente morso la proprietaria residente nel comune di Arezzo. Il ministero della Salute, secondo quanto rende noto la Regione Toscana, ha costituito un gruppo tecnico scientifico per approfondimenti sul caso che si è riunito già oggi.

Il gatto aveva contratto il virus denominato dagli scienziati Lyssavirus. Il primo caso, risalente al 2002, riguardava infatti un pipistrello del Caucaso e non era certo che anche animali domestici potessero essere infettati.

La rabbia classica è generalmente trasmessa dai carnivori domestici e selvatici e gli ultimi casi erano stati segnalati in Italia nella volpe rossa, dal 2008 al 2011.

Il caso del gatto con lyssavirus. Due ordinanze del sindaco

Dunque al momento non ci sono evidenze di trasmissione da animale a uomo.

"Situazione sotto controllo" - La Regione Toscana spiega ancora che dal ministero sottolineano che sulla base di casi simili in altri Paesi, per virus analoghi la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale ad un'altra specie rappresenta un evento estremamente limitato, a cui non fa seguito una diffusione epidemica. Ma intanto, a titolo precauzionale, le persone che sono state a contatto con il felino sono state sottoposte a profilassi. "Questa è la dimostrazione che il nostro sistema funziona bene, perché abbiamo individuato il caso immediatamente e messo subito in atto tutte le misure necessarie".

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