Fiducia consumatori e imprese, "segnali ripresa ma serve cautela"

Paterniano Del Favero
Giugno 29, 2020

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,3%, è aumentata di 0,4 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2019. La propensione al risparmio si è invece attestata al 12,5%, come non accadeva dal 2005, in aumento di 4,6 punti percentuali. A rilevarlo è l'Istat che nel primo trimestre di quest'anno ha rilevato un balzo nel rapporto tra deficit e Pil pari al 10,8%. La pressione fiscale è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il saldo corrente e il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche sono risultati negativi, con un'incidenza sul Pil del -7,8%. In particolare, nell'industria l'indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 71,5 a 79,8 e nelle costruzioni aumenta da 108,4 a 124,0. La spesa delle famiglie consumatrici è così crollata del 6,4% rispetto all'ultimo trimestre dell'anno scorso, il tonfo più ampio mai segnato dall'inizio della serie storica.

Sul sito dell'ISTAT è stato pubblicato il report intitolato "Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società". L'altro dato che emerge, secondo il comunicato Istat, è la pressione fiscale, che risulta in crescita dello 0,5%, a 37,1%, rapportato al primo trimestre del 2019. Il reddito in termini reali, ovvero il potere d'acquisto, è calato dell'1,7%.

"A fronte della brusca contrazione della spesa per consumi finali delle famiglie legata alle misure di contenimento, è aumentato considerevolmente il tasso di risparmio", spiega l'Istat. "Anche le misure di finanziamento degli ammortizzatori sociali e dei sostegni al reddito, pur con tutti i limiti, hanno avuto l'effetto di ridimensionare i timori delle famiglie che hanno potuto contare su forme di assistenza". Legge i dati il Presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona: "Bene il recupero della fiducia dopo un periodo così buio - dice in una nota - anche se resta preoccupante il giudizio sulla situazione economica dell'Italia e delle famiglie stesse'". La povertà assoluta coinvolge il 6,4% delle famiglie e la povertà relativa si attesta intorno all'11,4%. gli analisti si domandano se la stabilità e la tenuta del Paese e del governo siano messe a dura prova.

Anche per quello che riguarda le stime che fanno riferimento alle imprese Istat evidenzia un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori, anche se "i livelli rimangono depressi".

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