Usa: via libera della Camera a progetto di riforma della Polizia

Bruno Cirelli
Giugno 27, 2020

Dopo quello dell'uccisione di George Flyod, emerge un altro video shock sulla brutalità della polizia americana.

Protagonista di questo ennesimo episodio di violenza è stato Carlos Ingram Lopez, 27 anni, morto durante l'arresto a Tucson, in Arizona.

Solo ora la polizia ha diffuso nel immagini registrare dalla bodycam di uno degli agenti coinvolti, nella quale si vedono i poliziotti inseguire l'uomo in casa, per poi ammanettarlo, tenendolo con la faccia contro il pavimento per circa 12 minuti.

A due mesi dal fatto è stata già eseguita l'autopsia: secondo i medici legali la causa della morte del 27enne è una combinazione del blocco a terra disposto con gli agenti e di un arresto cardiaco in presenza di un'intossicazione di cocaina.

La sindaca di Tucson, Regina Romero, prima persona di origine latinoamericana a guidare la città largamente ispanica, si è detta "profondamente turbata e indignata" e ha offerto le condoglianze alla famiglia della vittima. Inutile l'applicazione di un massaggio cardiaco e l'impiego di Narcan, sostanza iniettabile per la rianimazione di soggetti in overdose.

Erano intervenuti per la segnalazione di comportamenti scombinati da parte dell'uomo, che era senza vestiti e sembrava agire in modo sospetto, tentando di nascondersi dietro un'auto in un garage.

Trattative che sono in corso ma che non hanno portato al momento nessun risultato. Secondo il capo della polizia di Tucson, Chris Magnus, gli agenti non hanno usato la stretta al collo (chokehold) ma hanno violato le linee guida tenendo l'arrestato in posizione prona per 12 minuti in quella che ha descritto come una crisi di salute mentale con "delirio eccitato".

Il giovane è stato ucciso il 25 febbraio e per due mesi la polizia non aveva arrestato nessuno. I tre sono stati incriminati per reati che vanno dall'omicidio all'aggressione aggravata.

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