Coronavirus, Inail, aumentano contagi sul lavoro, sono 49.021

Barsaba Taglieri
Giugno 25, 2020

Il dato emerge dal quinto rapporto dell'Inail sui contagi sul lavoro.

Alla data del 15 giugno i casi segnalati all'Istituto sono 49.021, 1.999 in più rispetto ai 47.022 rilevati dal monitoraggio precedente del 31 maggio.

I contagi da Coronavirus sul lavoro sono quasi 50mila, con un totale di 236: pari al 40% circa di quelli registrati dall'inizio del 2020. Aumentano anche i morti, con un +28, e tra i contagiati la maggioranza sono donne (71%) contro il 28,3% degli uomini, che però soffrirebbero di una mortalità maggiore (82,6%). I casi mortali sono aumentati, invece, di 28 unità.

Per quanto riguarda l'età media, la maggior parte dei lavoratori che si è ammalata ha 47 anni, senza distinzioni di sesso, mentre la mortalità sale a 57 per le donne e a 29 per gli uomini. Nello specifico, il 70,3% dei casi di decesso si registra nella fascia che va dai 50 ai 64 anni, seguita dagli over 64 con il 18,6% dei casi.

Il 72,2% del complesso dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi si concentra nel settore della Sanità e dell'assistenza sociale. Se a questo si aggiungono anche gli organismi pubblici preposti alla sanità, ovvero le Asl, il dato sale all'81,3% delle denunce e al 36,5% delle morti. I tecnici della salute sono anche la categoria più colpita dai decessi, con il 12,8% dei casi codificati (il 61% sono infermieri), seguiti dai medici (9,9%) e dagli operatori socio-sanitari (7,8%).

A seguire, i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio. Seguono gli operatori socio-sanitari (21,3%), i medici (10,7%), gli operatori socio-assistenziali (8,5%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,8%).

Da un punto di vista geografico le denunce si localizzano maggiormente al nord: il 56,1% nel Nord-Ovest (il 36,0% in Lombardia) e il 24,2% nel Nord-Est (il 10,2% in Emilia Romagna). Gli altri casi sono distribuiti tra Centro Italia (11,8%), Sud (5,7%) e in misura ancora minore le Isole (2,2%). Più di quattro decessi su 10 (il 43,2%) è avvenuto in Lombardia, la Regione più colpita dalla pandemia.

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