Covid, antinfiammatorio da 6 euro riduce la mortalità: lo studio

Barsaba Taglieri
Giugno 17, 2020

Tra chi respirava solo con l'aiuto del ventilatore, il desametasone ha ridotto i decessi del 35 % e ha ridotto i decessi di coloro che ricevono ossigeno di un quinto, secondo i risultati preliminari. "Il beneficio in termini di sopravvivenza è chiaro e ampio in quei pazienti che sono abbastanza gravi da richiedere un trattamento con ossigeno, quindi il desametasone dovrebbe ora diventare uno standard di cura in questi pazienti", ha dichiarato il professor Peter Horby, docente di Malattie infettive emergenti presso il Dipartimento di medicina "Nuffield" dell'ateneo britannico Oxford.

Al centro della sperimentazione in Gran Bretagna il desametasone, un farmaco antinfiammatorio steroideo dal costo contenuto (nel Regno Unito è pari alle cinque sterline), che sembra essere in grado di contrastare il Covid-19.

Il meccanismo alla base del farmaco è quello già considerato il più efficace nei casi più gravi di Covid-19 e contrasta la tempesta di citochine, cioè la violenta reazione immunitaria che l'organismo può scarenare quando entra in contatto con il Sars-CovV-2 e che porta spesso al decesso. Lo studio ha arruolato 2.100 partecipanti che hanno ricevuto desametasone a una dose bassa o moderata di sei milligrammi al giorno per dieci giorni.

L'effetto del desametasone è stato più evidente tra i pazienti critici in terapia ventilatoria. Lo studio non ha riscontrato eventi avversi una volta sospeso il trattamento. Remdesivir aveva però dimostrato di ridurre l'ospedalizzazione dei pazienti, ma non ha avuto un effetto statisticamente significativo sui decessi.

Gli scienziati hanno definito la scoperta (anche se il farmaco è in uso dagli anni '60) come un importante passo avanti nella lotta alla sopravvivenza per migliaia di malati gravi, colpiti dal nuovo coronavirus. Il desametasone, al contrario, è un medicinale presente sugli scaffali farmaceutici di tutto il mondo ed è disponibile come pillola - un vantaggio particolare poiché le infezioni da coronavirus continuano ad aumentare nei paesi con accesso limitato all'assistenza sanitaria. I risultati sono derivati da una sperimentazione fatta su 2mila pazienti, contrapposti ad altre 4mila persone assistite senza l'utilizzo del farmaco, come precisa Repubblica. "Così i polmoni si riempiono di liquido e si arriva a una sindrome da distress respiratorio acuto". Una soluzione economica, che anche per questo motivo sta entusiasmando in questo modo la comunità scientifica.

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