Il flop dei test sierologici, il Tar boccia l'affidamento diretto alla Diasorin

Paterniano Del Favero
Giugno 10, 2020

Il Tar della Lombardia ha infatti annullato l'accordo tra il Policlinico San Matteo di Pavia e la Diasorin sui test sierologici. Il Tar ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti poiché, si legge nella sentenza, "la Fondazione San Matteo ha impegnato risorse pubbliche, materiali ed immateriali, con modalità illegittime, sottraendole, in parte qua, alla loro destinazione indisponibile". Venturi spiega che "il contratto è attivo e, quindi, il San Matteo non ha speso soldi a favore di Diasorin". C'è poi l'aspetto della concorrenza. Secondo il Tar, Diasorin ha di fatto goduto di una posizione favorevole dal punto di vista competitivo, accedendo in via esclusiva ai mezzi, alle strutture, ai laboratori e alle conoscenze scientifiche della sua controparte, cioè il San Matteo, al contrario dei concorrenti.

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Diasorin comunica di aver accolto "con sorpresa la pronuncia del Tar della Lombardia che, evidentemente, non ha correttamente interpretato la natura dell'accordo intercorso con il San Matteo".

La risposta dell'azienda non si è fatta attendere.

Il problema vero è stato che l'accordo tra San Matteo e DiaSorin non è rimasto limitato alla "mera validazione" dei test ma alla realizzazione di test creati appositamente grazie alle attività del San Matteo in base all'accordo e "dietro compenso". "La società ribadisce di avere sempre operato nell'ambito della correttezza e del pieno rispetto delle regole e di aver già dato ai propri legali mandato di proporre immediatamente appello avanti il Consiglio di Stato".

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