Visiere e plexiglass per far ripartire la scuola a settembre

Bruno Cirelli
Giugno 6, 2020

C'è stata, probabilmente poi terminata negli anni '90, una stagione in cui nella scuola, accanto alla trasmissione di contenuti, vi era una dimensione sociale e degli spazi che permettevano il dispiegamento di una ragione dialettica, molto spesso ideologica, emotivamente connotata, più che teoricamente fondata, che però reggeva e sosteneva un dibattito politico intenso, a volte anche sclerotizzato intorno a posizioni utopistiche, che magari oggi possono sembrare anche grottesche, se torniamo con la mente a quei momenti, ma che educavano i ragazzi alla vita politica e sociale. Con Silvana Sassanelli, Preside dell'Istituto Comprensivo "Pascoli-Cappuccini" abbiamo fatto una riflessione su come la scuola nocese ha accolto e affrontato la didattica a distanza, anticipando gli scenari di ripresa per il prossimo anno.

Nulla sarebbe stato possibile senza il contributo fondamentale delle Famiglie, che hanno immediatamente colto l'importanza di mantenere la continuità della relazione dei bambini e dei ragazzi tra loro, con la scuola e tra genitori e insegnanti.

Ma smettetela di lagnarvi per le scuole chiuse. Lo sciopero dell'8 giugno ha l'obiettivo di sollecitare il governo a fare le scelte necessarie non solo per la riapertura in presenza a settembre nella massima sicurezza ma per rimettere la scuola al centro delle priorità del paese. Per realizzare tutto questo, naturalmente servono risorse finanziarie e umane adeguate.

Non si può risparmiare sulla scuola, come non si può risparmiare sulla sanità: dovrebbe essere questa una delle lezioni assimilate in questi ultimi tre mesi. Purtroppo non mancano i problemi, di natura tecnica in particolare per la mancanza di segnale di connessione internet in alcune zone periferiche e rurali della città, e di natura sociale: non nego di essere molto preoccupata per la "mancanza di segnale" da parte di alcuni alunni e delle loro famiglie che sembrano aver abbandonato la scuola dal 5 marzo. Ci sono, una serie di necessità urgenti: "sblocco dell'assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta". Una programmazione che ha preso il nome di "Salt'in banco per la didattica a distanza" e che, dopo la chiusura delle scuole e dei teatri per l'emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus, ha raccolto il testimone della Rassegna di Teatro Scuola "Salt'in Banco" e dei progetti educational di "InFormazione Teatrale", attività proposte con la Fondazione Teatri di Piacenza e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Quindi da settembre si potranno prevedere la presenza di pannelli di plexiglass nelle aule per dividere i banchi, ma ha parlato anche della possibilità di realizzare tensostrutture nelle aree esterne degli istituti scolastici.

"Per un ritorno a scuola che accolga le indicazioni degli esperti ma che non sia penalizzante per bambini e ragazzi - scrivono i comitati e le associazioni di Roma - è invece necessario un radicale ripensamento del modo di fare e stare a scuola e lo stanziamento di fondi ingenti, che ne permettano la realizzazione".

Qui tutte le informazioni e il programma delle iniziative.

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