Russia:20mila tonnellate diesel in fiume - Ultima Ora

Bruno Cirelli
Giugno 5, 2020

La Russia è alle prese con un possibile disastro ambientale: il presidente Vladimir Putin ha infatti ordinato lo stato d'emergenza in seguito a una fuoriuscita in un fiume in Siberia di un'enorme quantità (più di 20mila tonnellate) di gasolio e lubrificanti da un cisterna di un impianto del gigante dei metalli Norilsk Nickel, fortemente criticata dal capo del Cremlino per aver cercato di occultare l'accaduto. Si tratta del secondo più grave incidente del genere nella storia della Russia moderna, in termini di volume di sostanze pericolose disperse nell'ambiente, ha spiegato l'esperto del Wwf Aleksei Knizhnikov.

L'autorità per la gestione ambientale, Rosprirodnadzor, ha avviato un'indagine nei confronti della compagnia energetica Norilsk e Taimyr (Ntec) dopo la fuoriuscita di combustibile avvenuta nei giorni scorsi nei pressi della centrale termoelettrica n. 3 di Ntec nel territorio di Krasnoyarsk, in Siberia. Gli ambientalisti hanno detto che potrebbero volerci decenni per ripulire il fiume, un'operazione da oltre un miliardo di euro. Il primato è detenuto ancora dalla fuoriuscita di greggio proseguita per diversi mesi nella regione di Komi nel 1994.

In una videoconferenza trasmessa in televisione con i vertici della Ntek, la controllata di Norilsk Nickel che gestisce la centrale, Putin ha strigliato il capo della società, Sergei Lipin, per non aver riferito l'accaduto in modo tempestivo. "Perché - ha chiesto Putin - le agenzie governative hanno saputo di questo solo due giorni dopo i fatti?" Il presidente Putin ha dichiarato lo stato di emergenza. Il ministro delle Emergenze, Evgeny Zinichev, è oggi sul luogo dell'incidente, mentre il Comitato investigativo ha annunciato l'apertura di un'inchiesta.

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