Il ministro Bonafede: "Un muro tra politica e magistratura"

Bruno Cirelli
Giugno 5, 2020

"Il Presidente Mattarella ha ragione. Ma i cittadini devono continuare a fidarsi del sistema", dice Bonafede, per poi aggiungere: "Mi sto muovendo per combattere le degenerazioni del correntismo da un lato, ma anche per alzare un muro tra politica e magistratura dall'altro" per dichiarare poi che "in maggioranza c'è sintonia". Lo afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in una inter. Quando gli si fa notare che i magistrati, stando alle intercettazioni del caso Luca Palamara, sembrano molto interessati alle sorti del leader della Lega, il ministro replica: "Non commento intercettazioni specifiche, sono anche il titolare dell'azione disciplinare". "Deve anche apparire tale". Il Ministro della Giustizia annuncia che per la riforma bisognerà attendere circa un anno, sebbene le nuove regole sull'elezione dei giudici saranno in vigore fin da subito.

"Solidarietà, orgoglio d'appartenenza, condivisione d'intenti: valori fondanti della Repubblica nata nel 1946, che oggi più che mai devono ispirare i comportamenti di ciascuno di noi, per tornare a guardare con fiducia al futuro che ci attende", ha concluso il ministro. E cosa ci sarebbe di bizzarro nel fatto che Salvini, definito "mer***" tra le varie, ora picchi duro sul Csm?

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Bonafede conclude rassicurando sulla buona tenuta dell'esecutivo, in cui c'è pieno accordo sulla necessità di una riforma che riguardi il sistema della Magistratura. Al primo turno passerà chi raggiunge il 65% dei voti di preferenza. Intervista esilarante ma che, in verità, inquieta. Nel nuovo Csm ci sarà una maggiore presenza femminile perchè se ogni elettore esprimerà più di una preferenza (ne sono ammesse tre) non potranno essere dello "stesso genere". Innanzitutto andranno fatte secondo il rigoroso ordine cronologico, per evitare le cosiddette nomine a pacchetto, occasione di accordi sotto banco tra le correnti della magistratura. Cambia anche il concorso di accesso in magistratura: per parteciparvi basterà la laurea in giurisprudenza e il tirocinio negli uffici giudiziari comincerà ancora prima, dopo aver superato l'ultimo esame.

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