Leonardo Del Vecchio intende salire al 20% in Mediobanca

Paterniano Del Favero
Giugno 4, 2020

A mandare in orbita i due titoli è l'affondo deciso da Leonardo del Vecchio che con la sua holding Delfin ha confermato la richiesta di autorizzazione alla Bce ad incrementare la partecipazione detenuta nella banca al di sopra della soglia del 10% del capitale sociale e fino al 20%. Secondo fonti finanziarie riportate dal Corriere, Del Vecchio spiegherà che gli eventuali acquisti non vorranno essere in opposizione all'attuale gestione e che a ottobre non presenterà una lista alternativa a quella che sarà preparata dal board uscente con appoggio al piano industriale (da rivedere alla luce dell'emergenza Covid).

Le mire espansionistiche di Leonardo Del Vecchio su Mediobanca scaldano la speculazione intorno al titolo dell'ex salotto buono della finanza italiana.

Da un lato c'è la volontà di diversificare gli investimenti, ora concentrati su EssilorLuxottica (occhialeria) e Covivio (immobiliare), aumentando il peso della componente finanziaria, che vede una quota di spicco di Generali.

L'obiettivo ultimo del patron di Luxottica, come già emerso dall'ingresso lo scorso autunno con lo sbarco in forze nel capitale di Piazzetta Cuccia, è il futuro di Generali, della quale Mediobanca ha il 13% e Del Vecchio è il secondo socio privato alla spalle di Caltagirone. Proprio l'incrocio azionario con le Generali è uno dei temi che sono da tenere d'occhio.

Altra cosa che viene fatta notare in ambienti finanziari è come Del Vecchio non abbia sempre tenuto un atteggiamento 'coerente' da quando, a settembre 2019, è entrato a sorpresa in piazzetta Cuccia.

Altro tema che sarà verosimilmente considerato in Bce è la governance di Delfin, la holding di diritto lussemburghese che controlla gli investimenti dell'imprenditore, che rischia di essere paralizzante nel momento in cui Del Vecchio dovesse passare la mano ai figli, perché richiede che le decisioni siano prese all'unanimità.

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