Coronavirus, dati nascosti: Oms ha coperto la Cina "per un'operazione diplomatica"

Barsaba Taglieri
Giugno 4, 2020

Il presidente cinese Xi-Jinping ha sempre difeso l'operato della Cina, definito "tempestivo" e per questo si è creato uno scontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha accusato l'Oms di essere filo-Pechino. Ciò che accomuna "molte regioni è un'intensa trasmissione nella comunità - ha proseguito -, ed è chiaro che una volta stabilita la trasmissione nella comunità è molto difficile sradicare il virus". "Non so da dove vengano questi 'documenti interni', ma le storie collegate sono del tutto inconsistenti rispetto ai fatti", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, a proposito dei contenuti dell'inchiesta dell'Associated Press.

Riprende il trial sull'idrossiclorochina contro Covid-19 interrotto in via precauzionale dall'Organizzazione mondiale della sanità: il gruppo esecutivo comunicherà ai principali ricercatori coinvolti nello studio la ripresa del braccio del trial con idrossiclorochina.

Un atteggiamento che non ha facilitato il compito dell'organizzazione dell'Onu soprattutto nella prima fase di questa epidemia.

L'attenzione mediatica negli ultimi tempi si è concentrata sul Paese asiatico per cercare di capire capire il motivo per cui sia il focolaio di numerose epidemie scoppiate nel corso degli anni. Dal momento in cui il virus venne decodificato per la prima volta, il 2 gennaio, al momento in cui l'Oms dichiarò quella del coronavirus una emergenza mondiale, il 30 gennaio, l'epidemia era già cresciuta di 100-200 volte, come dimostrano i dati del Chinese center for Disease control. Solo a quel punto, anche gli altri laboratori furono costretti a pubblicare le sequenze in loro possesso.

Accuse che la Cina respinge.

Non sono momenti facili per il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Era il 12 gennaio e il primo caso di infezione non risaliva all'8 dicembre come dichiarato dalle autorità cinesi, ma almeno al 17 novembre.

La frustrazione dell'Oms era apparsa chiara nella seconda settimana di gennaio, prima dell'impennata di casi a Wuhan del 20 gennaio scorso. "Se da un lato i funzionari dell'Oms lodavano la Cina in pubblico perché volevano ottenere maggiori informazioni dal governo, dall'altro si sono lamentati durante le riunioni della settimana del 6 gennaio che la Cina non condivideva dati sufficienti per valutare l'efficacia del virus tra le persone o il rischio che comportava per il resto del mondo, costando tempo prezioso", scrive l'AP. Le nuove informazioni non supportano nessuna delle due posizioni ma dipingono un'agenzia che stava tentando urgentemente di sollecitare più dati.

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