La App Immuni si può scaricare. Dall'8 giugno sperimentazione in 4 Regioni

Geronimo Vena
Giugno 2, 2020

Per poter scaricare l'applicazione è necessario avere un dispositivo con un sistema operativo Apple o Android e avere un'età superiore ai 14 anni.

Il sistema di notifiche di esposizione di Immuni mira ad avvertire gli utenti quando sono stati esposti a un utente potenzialmente contagioso.

In ogni caso, l'avvento del software va accolto con gioia, poiché ci offre un nuovo strumento per combattere e studiare un nemico di cui sappiamo ancora troppo poco.

C'è, infatti, una fase di test che precede il rilascio a livello nazionale.

La app si basa sull'utilizzo della tecnologia Bluetooth Low Energy, diffusa in molti degli smartphone oggi presenti in Italia; quando un cittadino, che ha installato sul proprio smartphone l'app Immuni, entra in contatto con un altro cittadino che ha la stessa app, i rispettivi dispositivi si scambiano dei codici anonimi che tengono traccia del contatto avvenuto, senza che si possa conoscere le identità dei cittadini, né dove si sono incontrati.Quando un cittadino risulta positivo al SARS-CoV-2, l'operatore sanitario preposto gli chiede se ha scaricato l'app invitandolo a selezionare, sul proprio smartphone, l'opzione per il trasferimento dei codici anonimi dei propri contatti. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

Da mesi si parlava di un'App che andasse a "controllare" la diffusione della pandemia di Covid-19 sul territorio italiano.

Sempre nelle Impostazioni troviamo anche una sezione dedicata all'Informativa della privacy. L'app non raccoglie e non è in grado di ottenere alcun dato identificativo dell'utente, quali nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email.

La palla adesso è nel campo delle regioni: la Liguria ha sottolineato la necessità di formare il personale che sarà coinvolto, dai medici di base agli uffici di prevenzione, mentre il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha ritirato la disponibilità a partecipare al test perché Immuni non permette di contattare direttamente chi è a rischio. "Immuni ci aiuta a farlo prima e senza rinunciare alla privacy", si legge nella homepage. "Gli utenti dovranno avere inoltre la possibilità di disattivare temporaneamente l'app attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale". Secondo la tabella di marcia dei ministeri di Innovazione e Salute, che hanno selezionato il progetto della casa di sviluppo milanese Bending Spoons in aprile e aderito poi al sistema di Apple e Google, il resto d'Italia verrà coinvolto dalla settimana dopo.

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