Caos magistratura, Salvini: "Da Palamara dichiarazioni surreali. Serve vera riforma"

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 2, 2020

E' troppo facile dire che sia stato Luca Palamara a fermare Di Matteo.

Giletti proseguirà nella puntata di questa sera l'inchiesta sulle zone d'ombra che avvolgono il caso delle scarcerazioni dei boss dovute all'emergenza sanitaria e del Dap.

"Si è affermato il carrierismo" all'interno del quale "il nostro sistema delle correnti penalizza chi alle correnti non appartiene". Chiaro il riferimento al sistema delle correnti che Palamara ha descritto brutalmente: "È urgente una riforma vera della giustizia - ha aggiunto Salvini - ma per farla servono un governo e un ministro capaci di farla". Più in là, a proposito della bocciatura di Di Matteo al Csm nel 2016, ha chiosato: "Smentisco categoricamente di essere un nemico di Di Matteo", per poi aggiungere: "La nomina fu ratificata dal plenum, non fu una nomina di Palamara". "Sono un uomo delle istituzioni e ho la toga nel cuore". La politica è molto vicina ad una parte della magistratura, ed una parte della magistratura è molto vicina ad una parte della politica. In questa osmosi entrambe esaltano il do ut des e, si spalleggiano, in particolare, quando devono spartirsi incarichi e potere, questo è quello che conta. Ma il Palamara pensiero dimostra che esiste la "raccomandazione" per "perorare la causa e/o l'interesse del collega associato alla medesima corrente..."

Sì, perché per Luca Palamara l'obiettivo era difendere i magistrati di Agrigento. E ci tiene a precisare che non è lui il male assoluto della magistratura: "Non sono io il male assoluto". Dunque, Palamara tra le righe avanza una sorta di ipotesi del complotto, sottolineando che "chi ha attuato il distanziamento da me si è salvato". Per Palamara, in conclusione, il problema non è ciò che ha fatto (ipse dixit: va contestualizzato... a cosa non è dato di sapere), ma il trojan che hanno utilizzato per captare le sue conversazioni (e, che sono stati fortunati coloro che prima del trojan avevano parlato con lui)!

Giletti lo provoca: "quella in cui lei è finito in mezzo mi sembra una guerra fra bande". Frasi che, ammettiamolo, lasciano il tempo che trovano.

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