Zangrillo su Covid: "Il virus non esiste più", Richeldi e Locatelli rispondono

Barsaba Taglieri
Giugno 1, 2020

"Il virus clinicamente non esiste più": così Alberto Zangrillo, primario dell'ospedale San Raffaele di Milano, è intervenuto nel programma Mezz'ora in più su Rai Tre in merito all'evoluzione dell'epidemia di Sars-Cov-2 nel nostro Paese. "In realtà dal punto di vista clinico non esiste più". "Questo lo dice l'università Vita-Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia professor Clementi, lo dice assieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri".

Anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico del governo, Agostino Miozzo, replica alle affermazioni del direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo: "Ammesso e non concesso che affermazioni simili siano supportate da informazioni scientifiche, e al momento non ce ne sono evidenze, parole così superficiali e fuorvianti sono decisamente pericolose in un momento così critico di passaggio da una fase di lockdown che ha riguardato non solo l'Italia ma il mondo intero". "Ci metto la firma". "Il perché va studiato e chiarito, ma certamente la potenza di fuoco si è affievolita e in tutto questo non c'entra assolutamente il fatto che noi medici siamo diventati più bravi". "Questo deve tornare a essere un paese normale". [.] E' bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Sulla stessa onda il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa che dice: "un messaggio sbagliato che rischia di confondere gli italiani".

Le terapie intensive si sono svuotate e la Covid-19 "clinicamente non esiste più". Tante le polemiche scatenate dalle sue parole, anche perché pronunciate proprio nelle ore in cui si sta scatenando la diatriba tra le regioni del nord e quelle del centro-sud in vista degli spostamenti extra regione che saranno possibili a partire da mercoledì 3 giugno. "Ma attenzione a non cantare vittoria, perché il virus circola ancora e credo abbia una prateria di almeno il 98% di non immunizzati nella quale poter riprendere a scorrazzare se abbassiamo la guardia". Ha voluto parlare di quello di cui ci siamo accorti noi clinici. A questo proposito, il presidente di Gimbe ha parlato di come la ricerca, ormai, si sia ridotta esclusivamente al monitoraggio del contagio in ospedali e terapie intensive. "Però abbiamo imparato ad utilizzare farmaci che hanno ridotto la frequenza di quelle terribili infiammazioni scatenate dal Covid e che rispetto a prima facciamo più tamponi, che ci permettono di scovare i casi meno gravi che prima rimanevano nascosti".

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