Giornata senza tabacco: è allarme. "Aumenta il consumo tra i giovani"

Barsaba Taglieri
Mag 31, 2020

L'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità - realizzata in collaborazione con l'Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, l'Università Vita-Salute S. Raffaele, l'Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete Oncologica (Ispro) e la Doxa - è stata effettuata nel mese di aprile 2020 mediante la compilazione anonima di un questionario online.

"Andando nelle scuole, da genitore e come medico, vedo che i ragazzi fumano tantissimo, e non sono consapevoli dei danni", conferma Roberto Boffi, direttore del centro antifumo dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, che in occasione della Giornata mondiale senza tabacco ha organizzato, con DeAgostini Scuola, un webinar rivolto proprio agli studenti. I morti causati dalle "bionde", cioè attribuiti al consumo di fumo sono circa 90 mila, (il 14% di tutte persone decedute nel nostro Paese), come se fosse cancellata, in un anno, la popolazione di una città come Pistoia, Guidonia o Catanzaro. L'evidenza mostra che per le aziende i fumatori sono fonte di costi più alti, dovuti, in particolare, alla perdita di produttività̀ associata a malattia e a pause per fumare, alle assicurazioni malattie più alte, ai maggiori incidenti durante l'orario di lavoro, ai maggiori costi dei premi assicurativi contro l'incendio, a effetti negativi sui colleghi non fumatori e a pensionamenti anticipati per disabilità.

L'uso di tabacco è responsabile del 25% di tutti i decessi per cancro a livello globale.

Si calcola che ogni anno in tutto il mondo il fumo uccida 7 milioni di persone. Un dato particolarmente preoccupante riguarda la fascia di età tra i 15 e i 24 anni, in cui fuma il 20,9% dei maschi e il 16% delle femmine, dati che l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) evidenzia nelle sue periodiche rilevazioni.

La prevalenza è scesa per la prima volta sotto il 19% ed è pari al 18,4%. Quanto al nesso tra essere cool e il fumo il campione non ci ha girato intorno: "Le sigarette contengono sostanze chimiche che hanno ripercussioni sull'elasticità della pelle, sulla salute dei denti, sulla caduta dei capelli..."

Oltre alla situazione attuale legata alla pandemia, è ormai dimostrato da numerosi studi come il fumo di tabacco sia il più importante fattore di rischio prevenibile per la salute e sia inoltre causa o concausa di molteplici malattie a carattere degenerativo e neoplastico.

Chi invece ha continuato a fumare sigarette tradizionali ne ha aumentato il consumo.

Anche la presenza sul mercato di nuovi prodotti (sigarette elettroniche e prodotti senza combustione) può risultare attrattiva per i giovani in quanto tali prodotti possono erroneamente essere considerati a rischio ridotto per la salute.

In questi anni per esempio sono diminuite del 27,3% le vendite delle sigarette tradizionali, ma allo stesso tempo sono aumentate del 500% quelle di tabacco per sigarette da rollare. "Occorre, pertanto, continuare ad investire nelle strategie efficaci di contrasto al tabagismo che includono azioni di promozione della salute, supporto alla cessazione e politiche di riduzione della domanda e dell'offerta (estensione degli spazi in cui non è consentito fumare, regolamentazione della pubblicità, politiche fiscali e dei prezzi)".

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