Caos sulla riapertura tra Regioni: spunta l’ipotesi rinvio al 10 giugno

Bruno Cirelli
Mag 30, 2020

La valutazione è in corso in queste ore alla luce dei dati che arrivano dall'Istituto superiore di sanità, e ci sarebbe la volontà del Governo di procedere a una riapertura non a step, ma per tutte le Regioni.

"Il decreto legge attualmente vigente prevede dal 3 giugno spostamenti infraregionali", le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, secondo cui "al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti".

Si ricorda, inoltre, che gli spostamenti interregionali sono tutt'oggi possibili nel caso in cui si stia facendo ritorno presso la propria abitazione, domicilio o residenza. In quasi tutte le regioni gli indici di contagio sono al di sotto di 1 e i nuovi casi in diminuzione. Dopo i dati contenuti nell'ultimo monitoraggio elaborato oggi da ministero e Iss e soprattutto dopo quell'incipit al comunicato stampa dell'Iss "Al momento in Italia non vengono riportate situazioni critiche relative all'epidemia di Covid-19", da molti interpretato come un via libera alla riapertura dei "confini" regionali il 3 giugno. Il comunicato di accompagnamento al report settimanale lo dice chiaramente: "L'incidenza settimanale rimane molto eterogenea nel territorio nazionale".

"Abbiamo superato la curva di picco dell'infezione- aggiunge - siamo nella parte di discesa e in una fase di controllo della situazione, ma richiede un'attenzione particolare: la capacita' di identificare e diagnosticare i casi sospetti precomente e tempestivamente, laddove ci sono di isolarli e di adottare i controlli".

Dal prossimo 3 giugno si potrà tornare a spostarsi liberamente tra le varie regioni, con il disco verde che riguarda anche l'ingresso nel nostro territorio di cittadini europei mentre per quelli extra-europei si dovrà aspettare il 15 giugno.

Il ministro Speranza apre agli spostamenti tra regioni.

Con la riapertura verrà chiesto il "rispetto rigoroso" delle misure di distanziamento, igiene e divieto di assembramento.

Per la politica era molto difficile prendere una decisione che non tenesse conto di questi risultati, anche se è chiaro che la Lombardia ha ancora problemi, basta guardare le oltre 18mila persone positive che si trovano in quarantena.

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