Frontiere con l'Italia, la Svizzera dice no alla riapertura il 3 giugno

Bruno Cirelli
Mag 28, 2020

Dal 15 giugno, come noto, saranno invece aboliti i controlli alle frontiere con Austria, Germania e Francia.

Durante la conferenza stampa odierna il consigliere federale Karin Keller-Sutter ha dichiarato di aver concordato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese di restare in contatto costante e che verranno coordinati i prossimi passi, informandola - appunto - che la Svizzera non riaprirà il 3 giugno.

Inoltre, a prescindere dalla loro cittadinanza, gli allievi e gli studenti possono nuovamente entrare in Svizzera per iniziare, proseguire o concludere una formazione o formazione continua. "E per tutte le persone titolari di un permesso di domicilio, di dimora o di soggiorno di breve durata nonché per le persone ammesse provvisoriamente, sarà possibile il ricongiungimento familiare". Una richiesta, questa, sollecitata anche da diverse persone che ci hanno contattato in questo periodo. Secondo il Consiglio federale, la data del 3 giugno fissata da Roma è troppo ravvicinata. Si limita a "sconsigliare" i viaggi o il "frontalierato" della spesa nelle province di confine.

La Confederazione elvetica ha deciso di non riaprire le frontiere con l'Italia il 3 giugno.

Nel frattempo, ha aggiunto la consigliera federale, i viaggi in Italia sono "sconsigliati". Il governo intende coordinare con la vicina Penisola e gli altri Paesi limitrofi tale passo ed eventuali provvedimenti sanitari di confine.

La data e le modalità della riapertura saranno concordate anche consultando i cantoni di confine, a partire dal Canton Ticino.

Mantenuta tempistica con altri Paesi - Confermata per contro dal 15 giugno la libertà totale di viaggio con Austria, Germania e Francia.

L'ultimo giorno da segnare sul calendario è il 6 luglio quando - ammesso che la situazione sanitaria lo consenta - sarà ristabilita la libertà di spostamento nell'area Schengen e la libera circolazione delle persone. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) intende adeguare gradualmente l'elenco dei Paesi a rischio. Una decisione sugli Stati terzi cadrà invece solo in un secondo momento. "Le nostre priorità non sono cambiate, vogliamo proteggere la salute della popolazione, ma anche tornare alla normalità", ha concluso la ministra.

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