Recovery Fund, la risposta dei rigoristi: "No alla mutalizzazione del debito"

Bruno Cirelli
Mag 26, 2020

Gli Stati del Nord si oppongono alla mutualizzazione del debito e ad aumenti di bilancio dell'Ue. "Un forte impegno per le riforme e per rispettare le regole di bilancio è essenziale per promuovere la crescita potenziale".

A questo punto, in vista di mercoledì, spetterà alla Commissione europea il duro compito di proporre una sintesi delle diverse posizioni, mediando tra il rigore del fronte del Nord e la consapevolezza che una risposta inadeguata potrebbe prefigurare l'inizio della fine dell'Unione. Lo scrive su twitter il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola. Al fondo di rilancio da 500 miliardi a fondo perduto preparato da Angela Merkel e Emmanuel Macron si oppone ora quello di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia. Il documento dei paesi 'frugali' è difensivo e inadatto.

Inoltre, i "Frugal Four" insistono sul fatto che, nonostante la Brexit, debbano essere mantenuti gli "sconti" alle contribuzioni degli Stati membri più ricchi al bilancio Ue, che erano stati decisi in passato per controbilanciare il "rebate" britannico che aveva ottenuto nel 1984 l'allora premier britannica Margaret Thatcher. Il Fondo d'emergenza, si legge ancora nel non-paper, dovrà essere legato a un bilancio Ue "modernizzato" e farà da "supplemento al pacchetto senza precedenti da 540 miliardi euro già concordati dal Consiglio europeo" con Sure, Bei e Mes. Però, continuano, dovrebbe concedere "prestiti a condizioni favorevoli a beneficio deli Stati membri in stato di necessità, limitando il rischio per tutti gli Stati membri e con solidi incentivi". E le coperture delle spese antipandemia possono essere trovate attraverso "risparmi" nell'Mff, rivedendo le "priorità" in aree "che hanno meno probabilità di contribuire alla ripresa".

Nel non-paper viene dato molto spazio alla necessità di riforme da parte dei beneficiari che permettano agli Stati membri di essere più preparati per la prossima crisi. I soldi messi a disposizioni dei Paesi in difficoltà dovranno poi essere impiegati unicamente per quelle attività "che contribuiscono maggiormente alla ripresa, come la ricerca e l'innovazione, una maggiore resilienza nel settore sanitario e la garanzia di una transizione verde e digitale". E infatti per tutelare i prestiti da possibili frodi, i 4 Paesi del Nord chiedono un "forte coinvolgimento della Corte dei conti europei, dell'Ufficio Ue anti-frode (Olaf) e della Procura europea (Eppo)".

I quattro frugali concludono il documento ribadendo che l'obiettivo è "fornire attraverso il bilancio pluriennale Ue finanziamenti temporanei e mirati nonché offrire prestiti a condizioni favorevoli a chi è stato colpito duramente dalla crisi".

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