Aumento prezzi parrucchieri ed estetisti: nello scontrino il contributo COVID-19

Paterniano Del Favero
Mag 24, 2020

Soldi in più chiesti alla luce del sole, con tanto di voce a parte negli scontrini e che gli esercenti giustificano come una sorta di contributo per le spese sostenute a garantire il rispetto dei protocolli obbligatori nei loro locali.

In base a quanto si apprende dalla fonte, il Codacons ha denunciato, per quanto riguarda parrucchieri ed estetisti, un rincaro dei prezzi pari a circa il 25% per un taglio o una messa in piega. Oltre agli aumenti del prezzo del caffè al bar e del costo delle prestazioni dei parrucchieri, rilevati dal Codacons nelle primissime ore delle riaperture, per molti consumatori è anche arrivata una sorpresa nello scontrino, già ribattezzata come "tassa coronavirus", o "tassa Covid".

In testa alla lista della attività che hanno applicato dei rincari all'inizio della Fase 2, troviamo sicuramente i bar.

Tassa servizio Covid di 4 euro, Sasi Visone:

Così, sugli scontrini emessi dl momento della riapertura, è capitato che diversi clienti si siano trovati a dover pagare un extra: parliamo di un surplus di denaro, solitamente compreso tra i 2 e i 4 euro, regolarmente segnalato come "contributo Covid-19". Con l'aggiunta di quella che è stata nominata la "tassa covid".

Si sono anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. A denunciare il fatto è un'associazione consumatori. Caffè salato a Genova, Roma e Firenze, dove un caffè arriva a costare 1,70 euro, mentre a Vicenza si sarebbe formato un vero e proprio "cartello" dell'espresso per stabilire il prezzo della tazzina a 1,30 euro e del cappuccino a 1,80 euro. Ma se in alcuni casi questi aumenti, quantificabili in una manciata di centesimi, potrebbero sembrare fisiologici per avere un incentivo a veder crescere i guadagni, ecco che c'è chi, come ad esempio i parrucchieri, non si fa scrupoli nel farlo notare ai clienti. Non si tratta di una legge scritta, ma comunque il contributo esiste e probabilmente è più diffusa nelle grandi realtà cittadine.

"Stiamo ricevendo decine di segnalazioni sugli incrementi dei listini", aveva comunicato la scorsa settimana il Codacons.

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