Vaccino coronavirus, 400 milioni di dosi a settembre

Barsaba Taglieri
Mag 21, 2020

Quattrocento milioni di dosi del potenziale vaccino anti-covid saranno distribuiti a settembre 2020. Un finanziamento di oltre 1 miliardo di dollari è arrivato infatti dall'Autorità Usa per la ricerca biomedica avanzata (Barda) alla multinazionale Astrazeneca per lo sviluppo, la produzione e la fornitura del medicinale nei prossimi mesi autunnali. "Il programma di sviluppo include uno studio clinico di fase III con 30.000 partecipanti e uno studio pediatrico".

La compagnia si sta inoltre impegnando con organizzazioni internazionali come la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), l'Alleanza per i vaccini Gavi e l'Organizzazione mondiale della sanità per una "giusta allocazione e distribuzione del vaccino nel mondo".

Dei contatti sarebbero in corso anche con il Serum Institute of India e con altri potenziali partner, allo scopo di aumentare la produzione e la distribuzione della cura vaccinale.

Questa pandemia, ha affermato Pascal Soriot, Chief Executive Officer di Astrazeneca, "è una tragedia globale".

"Due giorni fa il presidente Irbm, Pitero Di Lorenzo, aveva fatto sapere che, dopo il successo della sperimentazione clinica di fase 1 sull'uomo, condotta su 510 volontari, a giorni partirà la fase successiva, l'ultima, di sperimentazione su circa 3000 volontari". Dobbiamo sconfiggere il virus insieme.

Vaccino Oxford
Vaccino Oxford accordi per 400 dosi a settembre

Grazie all'accordo di licenza concluso con l'università di Oxford, il vaccino ricombinante precedentemente noto come ChAdOx1 nCoV-19 si chiamerà ora Azd1222.

Prima fra tutte la collabiorazione con gli Stati Uniti. Astrazeneca, inoltre, parteciperà alla nascita di un centro di ricerca congiunto per la risposta alle pandemie presso la Oxford University.

Al momento è in corso quindi la fase 1-2 di sperimentazione del vaccino - per provarne la sicurezza, immunogenicità ed efficacia - su oltre 1000 volontari sani tra 18 e 55 anni in vari centri in Inghilterra.

Astrazeneca ha ammesso, a onor del vero, che il vaccino potrebbe non funzionare, ma che è impegnata a portare avanti il programma e la sperimentazione clinica con velocità, e ad aumentare la produzione a rischio.

Non si prevede - si puntualizza nella nota - che l'annuncio di oggi abbia un impatto significativo sugli orientamenti finanziari della società per il 2020; le spese per far progredire il vaccino dovrebbero essere compensate dai finanziamenti dei governi.

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