Vaccino Coronavirus: i risultati dai primi test sull'uomo negli Stati Uniti

Barsaba Taglieri
Mag 20, 2020

Moderna, prima casa farmaceutica ad aver avviato la sperimentazione sull'uomo per il vaccino contro il coronavirus, ha annunciato che i primi risultatisono positivi.

Proprio il Regno Unito ha prenotato le prime cento milioni di dosi di questo ipotetico vaccino, 30 milioni delle quali - se i test in corso avranno successo - dovrebbero essere disponibili per una seconda fase di utilizzo riservato inizialmente alle persone vulnerabili a settembre. "Mentre attendiamo la serie completa di dati clinici dallo studio di fase 1 condotto da NIAID, ci stiamo preparando attivamente per i nostri studi clinici di fase 2 e fase 3 per continuare a conoscere il potenziale di mRNA-1273 per proteggere contro SARS-CoV-2".

Inoltre è stato dimostrato che il vaccino in questione può essere considerato sicuro e ben tollerato, visto che i pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione non hanno riportato effetti collaterali gravi, tali da poter pensare che il vaccino non possa essere considerato efficace.

Stabilito che il vaccino anti-Covid di Moderna è sicuro, ora si vuole passare allo step successivo: verificarne l'efficacia. "Sulla base dei dati ad interim positivi della Fase I e su modelli murini, Moderna pensa di arrivare allo studio di fase III a luglio e in caso positivo di depositare la domanda per l'approvazione del vaccino", ha spiegato Stéphane Bancel, amministratore delegato della biotech americana. Si tratta di adenovirus, virus che normalmente provocano malattie simili al raffreddore e modificati per impedirne la replicazione nell'uomo, che una volta iniettati si comportano come vettori passivi di una proteina del Coronavirus (la proteina Spike, quella che permette al virus di "agganciare" le cellule umane per riprodursi) e stimolare così la produzione di anticorpi specifici da parte del vaccinato. Ai partecipanti è stato assegnato uno dei tre livelli di dosaggio: 25 microgrammi, 100 microgrammi e 250 microgrammi. Questi ultimi hanno prodotto anticorpi che sono stati successivamente testati in laboratorio e che si sono mostrati in grado di impedire al virus di replicarsi, fattore essenziale per lo sviluppo di un vaccino efficace. Ma ad essere davvero "eccitante - ha aggiunto - è stato il fatto di trovare anticorpi in quantità sufficienti" per prevenire la malattia nei volontari. I dati sugli animali e sull'uomo diffusi finora dalla società non sono ancora stati pubblicati.

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