Omofobia, Mattarella: no discriminazioni

Bruno Cirelli
Mag 20, 2020

Così il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.

Il premier: "Le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ledono i diritti umani e sono contrarie alla Costituzione perché calpestano il valore della dignità e il principio di uguaglianza". Una emergenza nell'emergenza che non ha fatto altro che amplificare ancora di più il senso di isolamento di queste persone che vivono spesso già nell'emarginazione. Anche lo Stato italiano, al pari di altri Paesi Europei, deve dotarsi di uno strumento giuridico che permetta di definire come reato l'omotransfobia e le forme di discriminazione e di violenza basate sull'orientamento sessuale e identità di genere, per garantire la libertà di essere sé stessi. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé.

Come ha ricordato oggi il Presidente Mattarella le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana. 138 episodi, di cui 32 vicende hanno a che fare con vere e proprie aggressioni, 13 sono adescamenti a scopo di rapina, ricatto o estorsione, 9 sono violenze familiari, 31 sono discriminazioni o insulti in luoghi pubblici, come bar o ristoranti, 17 sono scritte infamanti su muri, auto, abitazioni, 25 sono episodi di hate speech e di incitazione all'odio, online e offline, scatenati da esponenti politici, gruppi, movimenti.

"Per questo - continua il premier - il mio invito a tutte le forze politiche perché possano convergere su una legge contro l'omofobia che punti anche a una robusta azione di formazione culturale: la violenza e' un problema culturale e una responsabilità sociale". A questo poi si aggiungono i social network con il "cyberbullismo, soprattutto tra i giovani, che colpisce duramente la comunità LGBTQI italiana". L'ultimo studio reso pubblico dal Gay center di Roma ha infatti evidenziato una situazione estremamente preoccupante in una delle fasce più critiche, quella giovanile.

Per Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help line (800713713), in un paese come il nostro, ancora privo di una legge contro l'omofobia, c'è davvero bisogno di una giornata dedicata alla parità di genere. "Di questi meno di 1 su 60 pensa di denunciare" dice Marazzo. "Un'importante ricerca condotta in Italia nell'ambito del progetto Hate Crimes No More Italy realizzato dal giugno 2019 al Dicembre dello stesso anno, dal Centro Risorse LGBTI ed altri partner, ha messo in evidenza quanto il fenomeno dei crimini d'odio con matrice omolesbobitransfobica sia ancora sommerso e che sui 672 casi segnalati nell'indagine condotta, l'83% circa non ha segnalato a nessuna realtà istituzionale o ad organizzazioni quanto subito. Questo dato ci evidenzia anche che molte coppie lesbiche e gay unite civilmente decidono di non chiedere il permesso di ferie per l'unione per non dichiararsi ai propri datori di lavoro".

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