Alda D'Eusanio multata al bar: "400 euro per una mascherina rotta"

Ausiliatrice Cristiano
Mag 18, 2020

Si sono avvicinati tre giovani che mi hanno detto Lei deve mettere la mascherina. "Non è possibile che la mascherina si sia rotta nel momento in cui è entrata la Finanza nel bar", ha tuonato Gianluigi Nuzzi.

Da Marco Liorni, conduttore di "Italia Sì" su Rai 1, Alda D'Eusanio ha rivelato che la Guardia di Finanza, interrogando il gestore del locale insieme ad alcuni dipendenti, hanno confermato l'integrità della mascherina.

Stando al racconto di Alda, la mascherina si sarebbe rotta una volta fuori la sua abitazione, mentre si apprestava a raggiungere il bar vicino casa. Nel corso della puntata di domenica 17 maggio è intervenuta sulla questione non solo la diretta interessata, ma anche il giornalista Gianluigi Nuzzi che non si è risparmiato nel mostrare il suo disappunto nei confronti della conduttrice che ha cercato di fare chiarezza sull'accaduto.

"I mafiosi sono stati rimandati a casa per il Coronavirus".

"Sono uscita di casa per prendere un cappuccino e tre agenti della Guardia di Finanza mi circondano perché la mia mascherina si era rotta".

Dopo ripetuti inviti ad indossare il dispositivo di protezione nella maniera corretta a fronte del suo rifiuto, i militari operanti, solo dopo numerose sollecitazioni a declinare le proprie generalità, hanno successivamente identificato l'autrice della violazione in Alda D'Eusanio e proceduto a verbalizzare l'inadempienza all'art. Dopo averla fatta attendere per un'ora e mezza prima di notificare la multa e le hanno comminato una sanzione amministrativa di 400 euro.

Sulla vicenda di Alda D'Eusanio multata per la mascherina si è espresso Gianluigi Nuzzi a Live Non è la D'Urso, criticando il comportamento assunto dalla collega e attaccandola sul fatto che all'arrivo della Guardia della Finanza che le hanno chiesto di identificarla, lei avrebbe risposto: "Sono Giovanna D'Arco". Mi fanno una multa di 400 euro, posso pagarla. "Ma vi sembra una cosa normale?"

La nota si conclude ricordando che "entro 30 giorni dalla contestazione della violazione, è data facoltà al trasgressore di far pervenire scritti difensivi e documenti al Prefetto di Roma o, in alternativa, chiedere di essere sentito".

Per la D'Eusanio il vero pericolo che corriamo nella fase due è "da una parte la disperazione di chi è senza soldi e il rischio di una rivolta sociale, dall'altra le forze dell'ordine che si sono montate la testa e credono di essere i padroni del mondo". "Le forze dell'ordine le paghiamo perché ci proteggano, non perché ci spaventino". "Ma chi siete? Voi non potete minacciarci così!"

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