Coronavirus, pubblicato decreto-legge sulla ripartenza dal 18 maggio

Bruno Cirelli
Mag 17, 2020

Il Decreto Legge "Ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza sanitaria" è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Via libera agli spostamenti tra i comuni della stessa Regione. Ebbene, tale decreto delinea il quadro normativo a livello nazionale, all'interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Dal 18 maggio, come si legge, gli spostamenti all'interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione, fatte salve le misure di contenimento più restrittive adottate" per "specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

Rimane ancora vietato, fino al 2 giugno compreso, spostarsi con qualsiasi mezzo di trasporto in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Resta invece consentito in ogni caso il rientro al proprio domicilio. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali, o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni.

Confermato il divieto di mobilità dalla propria dimora per tutte le persone in quarantena per per provvedimento dell'autorità sanitaria in quanto risultate positive al coronavirus, "fino all'accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata".

- Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni dovranno monitorare con cadenza giornaliera l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione all'andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale.

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