Corea del Sud, "la seconda ondata colpisce i giovani"

Bruno Cirelli
Mag 16, 2020

La Corea del Sud deve fare i conti con una seconda ondata di contagi di coronavirus, con una spiazzante novità rispetto a quanto accaduto nella prima fase dell'epidemia. La nuova ondata di contagi, giunta dopo la riapertura dei locali nel distretto di Itaewon, ora preoccupa il Governo.

Seul, 14 mag. - Crescono di giorno in giorno i timori a Seul per la diffusione di quello che viene definito "un virus veramente crudele".

La ragione per cui stavolta sono i più giovani i soggetti maggiormente colpiti è legata al fatto che la Corea del Sud ha deciso di riaprire i locali notturni e le discoteche del cuore della movida coreana, Itaewon.

Le persone guarite, secondo la Kcdc, sono aumentate di altre 67 unità, a 9'762, mentre i decessi sono cresciuti di una unità, a 260.

Ad oggi le autorità sanitarie hanno confermato 133 nuovi casi, che fanno seguito all'allentamento delle misure di sicurezza stabilite alla fine del mese di aprile in seguito al crollo dei contagi. Fra i 133 contagi accertati in varie zone della Corea del Sud, ben 73 sono nella capitale, come riporta l'agenzia Yonhap. Dai dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) emerge che 82 dei 133 casi riguardano persone che sono state a Itaewon, mentre le altre sono 'vittime' della catena di trasmissione dell'infezione. Migliaia di giovani sarebbero tornati qui a trascorrere le serate all'insegna del divertimento ma così sarebbero nuovamente partiti i contagi portando alla formazione di nuovi focolai. In tanti, infatti, temono che il virus sia in qualche modo mutato diventando più aggressivo proprio tra i più giovani.

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