In barba alle regole: la Lazio gioca la partitella

Rufina Vignone
Mag 15, 2020

Siamo poco fuori Formello, a una ventina di chilometri da Roma. Quindi, la partitella, vietata dalle norme attuali. Inzaghi carica, grida, scherza.

Non cambia nulla quando entra in campo il turno del primo pomeriggio, a parte i giocatori ovviamente e il vento che si è alzato e un po' infastidisce: stretching, tiri contro la traversa e mezz'ora di partitella, dalle 15.40 in poi. Ieri non c'ero, avevo altro da fare, siamo quattro medici e come direttore sanitario non vado spesso come gli altri a vedere, sebbene sappia sempre ciò che accade e mi assicurano che vengono rispettate le leggi. Dal 18 maggio arriverà il via libera agli allenamenti di squadra, mentre al momento è possibile svolgerli soltanto a livello individuale. Non si tratterebbe di un caso isolato: secondo le voci che circolano, la Lazio non è l'unica squadra che ha cominciato a intensificare i ritmi. La Lazio, tramite il proprio responsabile sanitario Ivo Pulcini, ha smentito con forza la notizia: "Ho letto della questione della Lazio e cerco di vigilare, perché se fosse vero potete immaginare le conseguenze - le sue parole ai microfoni di Radio Punto Nuovo -. Teoricamente potrebbero anche allenarsi in maniera collettiva". Ma le indicazioni che il Comitato tecnico scientifico ha trasmesso alla Federcalcio, e che quest'ultima ha recepito, hanno sollevato molti dubbi nel medico biancoceleste, il quale ha usato parole durissime: "È ridicolo quanto sostiene il Cts. Così il campionato non riparte".

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