Il tonfo dell’industria alimentare: a marzo -6,5% della produzione industriale

Paterniano Del Favero
Mag 13, 2020

Gli ultimi dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Statistica della Gran Bretagna (ONS) segnalano che l'indice della produzione industriale ha registrato, nel mese di marzo, un pesante calo del 4,2% su base mensile dopo il -0,1% del mese precedente (-0,2% il preliminare) e contro il -5,6% atteso.

Analizzando l'andamento della produzione industriale su base mensile, nel mese di febbraio 2020 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale sia diminuito dell'1,2% rispetto al mese di gennaio. Al di là dell'effetto scorte e al netto del fatto che il settore è stato in prima linea durante tutta la Fase1, l'industria alimentare ha registrato grandi perdite, dovute soprattutto alla chiusura del canale Horeca e alla frenata dell'export. Tutti i principali settori di attività economica - sottolinea l'Istat- registrano flessioni tendenziali e congiunturali, in molti casi di intensità inedite: nella fabbricazione di mezzi di trasporto e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori la caduta congiunturale e tendenziale supera ampiamente il 50%. Importante calo anche per metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37%), mentre una diminuzione minore si registra per le industrie alimentari, bevande e tabacco (-6,5%).

A marzo la produzione industriale è diminuita del 28,4% rispetto a febbraio (del 29,3% se il dato è rapportato all'anno scorso in quanto nel 2020 c'è stato un giorno lavorativo in più).

Codacons dal canto suo parla di "una vera e propria Caporetto per l'industria italiana".

A stimarlo è l'ISTAT, che spiega che nel primo trimestre dell'anno 2020, il livello della produzione è sceso dell'8,4% rispetto al trimestre precedente. Si tratta del calo maggiore da quando esistono le serie storiche, cioè dal 1990. Con diminuzioni particolarmente accentuate in tutti i settori: beni strumentali (-39,0%), beni intermedi (-28,7%), beni di consumo (-26,2%) ed energia (-10,5%). Il grido viene lanciato dal direttore generale di Bankitalia Daniele Franco, secondo il quale è "essenziale che il credito affluisca alle imprese e che vengano adottate misure di sostegno a fondo perduto e per rafforzare il capitale".

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